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	<title>.:: ALESSANDRO NARDONE &#124; LA DESTRA CHE VORREI ::. &#187; silvio berlusconi</title>
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		<title>CONTRO BERLUSCONI UN ATTACCO SENZA PRECEDENTI, MA DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI DIRGLI CHE SBAGLIA A FREQUENTARE CERTI PERSONAGGI</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 11:22:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/01/silvio21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-595" title="silvio21" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/01/silvio21-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Signori, credo che sia arrivato il momento di fare un po’ di  chiarezza, tanto con l’opinione pubblica quanto con noi stessi. Lo  reputo un atto dovuto, a questo punto. Sì, perché non se ne puo’ davvero  più di questo assordante silenzio, di quelle posizioni rivendicate nei  corridoi e dimenticate nell’arco di tempo che occorre per arrivare di  fronte ad una telecamera o ad un taccuino. Dobbiamo dimostrare di essere  uomini e donne che, come diceva Pound, hanno il coraggio di difendere  le proprie idee, anche quando questo potrebbe apparire sconveniente, non  soltanto quando ci fa comodo. E allora, per chi conserva l’ambizione di  rappresentare la Destra Italiana, quella coerente, che non tradisce i  propri ideali, beh, si tratta di un concetto irrinunciabile. D’altra  parte è anche di una questione di credibilità, ovvero, come possiamo  risultare credibili quando – a ragion veduta – abbiamo criticato e  lasciato Fini al suo destino anche e soprattutto per questioni di dubbia  moralità (Tulliani e Montecarlo docet) quando, poi, non abbiamo il  coraggio di dire pubblicamente al leader del nostro partito che,  circondandosi di certi personaggi, oltre a rendersi ricattabile, offre  ai suoi detrattori (compresa certa magistratura) l’appiglio per essere  attaccato? Eppure è un concetto talmente banale. Si tratta delle stesse  cose che diremmo ad un amico se ci accorgessimo che sta commettendo un  errore, o no? Invece si continua, nel migliore dei casi, a non  affrontare l’argomento.</p>
<p>Badate bene, qui nessuno vuole gettare la croce addosso a Berlusconi,  che paga lo scotto di essersi messo di traverso tra la sinistra ed il  potere e che, per questo, è diventato il bersaglio di una campagna  giudiziaria e mediatica senza precedenti. Ed è proprio in ragione di ciò  che crediamo di dovergli dire che ha il dovere di tutelarsi  maggiormente, magari evitando certe compagnie. Ecco, questo è un  argomento sul quale non intendo essere travisato affermando, a chiare  lettere, che di tutto posso essere accusato, tranne che di  bacchettonaggine. Anche perché, detto tra noi, sono perfettamente  consapevole di non averne i titoli: sono single, da anni non riesco ad  avere una relazione degna di questo nome e non ho mai fatto mistero  della mia passione per il genere femminile. Ah, dimenticavo, ho pure  quattro tatuaggi. Dico questo non certo animato dalla presunzione che  possa fregarvene qualcosa ma, assai più modestamente, per sgombrare il  campo e non sentirmi dare del moralista.</p>
<p>Esiste un mondo intero, anzi, una Comunità, che vive con estremo  disagio questa situazione, e mi riferisco, in particolar modo, a quelle  donne e quegli uomini che sono cresciuti dentro un partito che si  chiamava Alleanza Nazionale e che, a torto o a ragione (non sta a me  dirlo), è stato sciolto per dare vita al progetto del Popolo della  Libertà. Vivaddio, molti di noi hanno sacrificato amicizie, divertimenti  e financo gli studi per quel partito: cuore e ragione, passione e  sentimento, rabbia e amore. Era la nostra vita. Abbiamo, oppure no, il  dovere, più che il diritto di esternare il nostro malessere? Dobbiamo  vivere nel terrore se affermiamo, ad esempio, che la nomina di Nicole  Minetti nel consiglio regionale lombardo, beh, noi proprio non riusciamo  a mandarla giù? Anche perché, scusate, quando c’è da rimboccarsi le  maniche ci sentiamo fare sempre i soliti discorsi sulla militanza e  sulla meritocrazia: molti di noi, da anni, sgobbano sul territorio e si  scannanano tra loro per raccogliere preferenze e guadagnarsi l’elezione  in qualche consiglio comunale, se va bene. Alle ultime regionali, parlo  della mia città, abbiamo combattuto una vera e propria guerra in nome  delle preferenze, con due candidati ed i rispettivi sostenitori che se  le sono date di santa ragione ma che, alla fine, hanno raccolto uno  16.000 e l’altro 13.000 voti. Un’enormità. Eppure, nonostante la  competizione fosse così sentita, molti di noi hanno avuto delle  serissime difficoltà a mettere la croce sul simbolo di Formigoni,  proprio perché nel listino era stata inserita una venticinquenne che,  fino al giorno prima, sculettava mezza nuda in televisione, facendosi  autografare le chiappe da Evaristo Beccalossi. Ho il diritto di essere  incazzato per questo, senza essere additato come sospetto “finiano” (mai  più nella vita), oppure no?</p>
<p>Anche perché sono anni, ormai, che prendiamo mazzate: prima gli  “strappi” di un Fini che, all’improvviso, scopre di pensare l’esatto  opposto rispetto a ciò che andava dicendo fino al giorno prima, poi lo  scioglimento di Alleanza Nazionale, poi la scissione ed il conseguente  scontro frontale (umanamente poco piacevole) con molte persone a cui  eravamo legati da un rapporto personale, oltre che politico. Se a tutto  questo aggiungiamo che il dibattito è animato da “opinion leaders” della  risma dei Tulliani, delle D’Addario, delle Noemi, delle Ruby e delle  Minetti, beh, capite bene quale possa essere l’umore della truppa.</p>
<p>Ma attenzione, con la stessa determinazione, voglio dire che non  saranno le difficoltà a farci mollare, anche perché, ne siamo  consapevoli, per qualcuno, sarebbe troppo comodo liberarsi di noi.  Nossignore, noi nel progetto del Popolo della Libertà continuiamo a  credere, e lavoriamo, ogni santo giorno, sul territorio per mantenere e,  possibilmente, allargare il consenso al nostro partito. Lo stesso  concetto vale per il Presidente Berlusconi, al quale vogliamo dire che  non siamo il genere di persone che usano abbandonare la nave quando il  mare inizia a farsi grosso e che, quindi, come avviene da sedici anni a  questa parte, saremo al suo fianco a combattere, innanzitutto perché  siamo convinti del suo valore, ed in secondo luogo perché non abbiamo le  fette di salame sugli occhi, e non ci vuole certo uno scienziato per  accorgersi dell’abnormità dei mezzi dispiegati per abbatterlo. Allo  stesso tempo, da parte sua, ci attendiamo una risposta politica, in  grado di rilanciare immediatamente l’attività del Governo e,  parallelamente, la costruzione del partito sui cardini del merito e dei  valori, partendo dal basso, dalla base.</p>
<p>Se tutto questo avverrà, oltre ad averci ridato una rotta da seguire,  si accorgerà di avere, dalla sua, una moltitudine di persone disposte a  seguirlo per ciò che è e per i valori che rappresenta e non, come in  molti casi capita adesso, semplicemente per ricevere qualcosa in cambio.  So benissimo che, a trentaquattro anni, è da veri presuntuosi anche  solo pensare di dare un consiglio ad una persona dell’esperienza e del  calibro del Presidente Berlusconi, ma ho sempre avuto una gran faccia  tosta (per non dire altro), e mi piace credere che, magari, dopo  un’iniziale arrabbiatura, se mai leggesse queste righe, il Presidente si  soffermerà a rifletterci. Perlomeno per qualche istante.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
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		<title>LA NOSTRA DESTRA NEL PDL</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 08:48:07 +0000</pubDate>
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		<title>IL VIDEO: BERLUSCONI APRE LA CAMPAGNA DI POZZI</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 22:37:26 +0000</pubDate>
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		<title>UN COMASCO SMASCHERA CERTA STAMPA DI SINISTRA</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 23:14:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/alessandro-nardone-novella-2000.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-311" title="alessandro nardone - novella 2000" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/alessandro-nardone-novella-2000-300x142.jpg" alt="" width="300" height="142" /></a>Ci voleva un 33enne comasco per smascherare certa stampa di sinistra, finendo sulle pagine di un settimanale nazionalpopolare. Lui è Alessandro Nardone, già consigliere comunale di Como per il Pdl. Un paio di mesi fa ha pubblicato il suo primo romanzo, Ti odio da morire, il titolo, ambientato a Como e con una protagonista femminile bella, spregiudicata e perfida, Sylvie Giustinetti. E appena il libro è uscito l’infaticabile Nardone – ben sapendo che un libro è più o meno come un paio di scarpe: oltre a scriverlo e pubblicarlo bisogna anche farlo vendere – Nardone si è inventato qualcosa per promuoverlo, ossia renderlo più visibile. Prima l’ha messo sotto il naso ai 3047 (a ieri sera) amici che si è conquistato e coccolato su Facebook, quindi nel suo blog ItalianPeople.info ha pubblicato un’intervista alla immaginaria Sylvie. E cosa c’è di meglio per attirare lì attenzione che tirare in mezzo la politica? Così la perfida Sylvie, tra una risposta e l’altra, ha informato che un ministro dell’attuale governo sarebbe stato disposto ad aiutarla nella carriera politica se lei lo avesse sculacciato. In tempi di gossip e pettegolezzi “governativi” come quelli che corrono, immaginatevi l’effetto sortito dalla cosa. La notizia qualche giorno dopo è stata ripresa da “Il Riformista”, quotidiano di sinistra, che l’ha utilizzata in chiave anti Berlusconi: “Santo e puttaniere” il titolo, e accanto una bella fotografia del Premier. Ma non è finita. Perché su Facebook due politici di un certo calibro si sono sentiti in dovere di intervenire: Bobo Craxi per specificare che il politico in questione non era lui; e Francesco Storace per inviare un “Mitica!” all’intervistata. Un consigliere regionale (ma Nardone non vuol far nomi) si è invece fatto vivo con Sylvie per chiederle un appuntamento. Il rotocalco Novella 2000 nel numero in edicola ha raccontato la storia, con tanto di foto di Sylvie – foto non veritiera, naturalmente – e quella di Alessandro Nardone. Al quale vanno i nostri complimenti. E, scommettiamo, non è finita qui.</p>
<p>Fonte: L&#8217;Ordine del 1 agosto 2009, prima pagina</p>
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		<title>SILVIO, DETASSA LE NUOVE ASSUNZIONI!</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:45:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C’è grossa crisi. Ahinoi, da cavallo di battaglia di un fortunatissimo personaggio del bravo Corrado Guzzanti, questa frase, nel giro di qualche anno, è diventata la constatazione di un’amara realtà. Quella del nostro tempo. A volerla proprio dire tutta, pare che certi gufi sinistrorsi l’abbiano quasi bramata questa crisi del cavolo, infatti, chi di noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/silvio-smile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-285" title="silvio smile" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/silvio-smile-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>C’è grossa crisi. Ahinoi, da cavallo di battaglia di un fortunatissimo personaggio del bravo Corrado Guzzanti, questa frase, nel giro di qualche anno, è diventata la constatazione di un’amara realtà. Quella del nostro tempo. A volerla proprio dire tutta, pare che certi gufi sinistrorsi l’abbiano quasi bramata questa crisi del cavolo, infatti, chi di noi non ricorda i manifesti dei vari menagrami come Ulivo, Rifondazione, Verdi ecc ecc sui quali campeggiavano inquietanti slogan del tipo “Arriverai a fine mese?”. Correva l’anno 2006, eh già, come dimenticarli? Ma, in quanto a gufaggine, la performance migliore fu, di gran lunga, quella degli allora Ds che, capitanati dal vampiresco Fassino, diedero vita ad una campagna di comunicazione che s’intitolava “La famiglia Spera”, pubblicità che, per il bene della nostra stabilità mentale, abbiamo immediatamente provveduto a rimuovere dal novero dei nostri ricordi. In questo caso val la pena perdere un altro minuto per rinfrescarci la memoria, si, perché la geniale trovata nosferatu-fassiniana consisteva nel raffigurare la “famiglia tipo” italiana, con fattezze talmente lugubri che, in confronto, la Famiglia Addams sembrava quella di Willy il Principe di Bel Air. Chiusa la premessa (semi)scherzosa, vengo al nocciolo della questione, ovvero alle proposte per tamponare la crisi che sono circolate negli ultimi giorni. Franceschini, segretario pro tempore del Pd, si batte per l’assegno di disoccupazione, proposta che, di primo acchito, potrebbe anche apparire sensata ma che, oltre ad essere irrealizzabile, dietro di se nasconde insidie con un peso specifico ben maggiore del titanico costo di realizzazione. Infatti, come ha spiegato ieri Berlusconi, per certi imprenditori l’assegno diventerebbe una sorta d’incentivo a licenziare, per poi continuare a pagare in nero i loro lavoratori e, se questa fosse la piega, non è difficile immaginare le conseguenze. Certo, il Cavaliere ancora una volta c’ha visto giusto ma, come sensata controproposta alle veltronate di Franceschini e, soprattutto, alle esigenze di molti, moltissimi italiani, potrebbe portare avanti un progetto che, a mio avviso, pomperebbe parecchio combustibile nel serbatoio della nostra economia: la detassazione totale, per un periodo di 24 mesi, delle nuove assunzioni. Ci pensi Presidente, con una proposta del genere per l’ennesima volta spariglierebbe le carte, dimostrerebbe grande coraggio e darebbe alle aziende italiane quell’iniezione di fiducia di cui hanno stramaledettamente bisogno, inferendo un colpo potentissimo tanto alla disoccupazione quanto al precariato. Qualcuno potrebbe obbiettare sbandierando il fatto che la detassazione costituirebbe un mancato introito per le casse dello Stato, certo, ma solo nel medio periodo, infatti, tra due anni, quando, come tutti ci auguriamo, la crisi sarà ormai alle spalle, quelle assunzioni daranno i loro frutti, anche in termini di entrate. E poi, diciamocela tutta, sarebbe una risposta perfettamente in linea con il sacrosanto atteggiamento tenuto sin’ora da lei e da tutto il suo Governo che, a differenza dei gufi e delle cornacchie spelacchiate che stanno dall’altra parte, dispensa ottimismo per il presente e speranza per il futuro. In estrema sintesi, il messaggio potrebbe essere letto in questo modo: Speranza contro Rassegnazione, Occupazione contro Disoccupazione, Vittoria contro Sconfitta… insomma, caro Presidente, faccia l’ennesimo sforzo per riaccendere la speranza nel nostro amato Paese, soprattutto quella di noi giovani, che non vediamo l’ora di avere una possibilità concreta per metterci in gioco e dimostrare il nostro valore, per poter essere indipendenti, affermandoci nella società in cui viviamo. Dandoci la possibilità di ambire ad una nuova occupazione e non, come dice Franceschini, ad una nuova disoccupazione.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>7 marzo 2009</p>
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