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	<title>.:: ALESSANDRO NARDONE &#124; LA DESTRA CHE VORREI ::. &#187; popolo della liberta</title>
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		<title>Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:13:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2012/01/manifesto-firmato-nardone-su-una-citta-community-che-faccia-della-sua-bellezza-un-marchio-attrattivo/' addthis:title='Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Perché Nardone rimane saldamente di centrodestra, ma scorge, come batte anche questo foglio, nella prossima tornata elettorale qualcosa di più. Il bivio tra la riscossa, e una riscossa fedele all’anima liberale e moderata comasca, e la definitiva resa alla palude, delle menti e delle opere. <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2012/01/manifesto-firmato-nardone-su-una-citta-community-che-faccia-della-sua-bellezza-un-marchio-attrattivo/' addthis:title='Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
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<p><strong><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2012/01/220112_ordi_03_r1_c.pdf" target="_blank">Vai al manifesto</a></strong></p>
<p>Giovanni Sallusti per <a href="http://www.lordine.it/docs/edizioni/220112_ordi_01_r1_c.pdf" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.lordine.it/docs/edizioni/220112_ordi_01_r1_c.pdf?referer=');">L&#8217;Ordine del 22 gennaio 2012</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2012/01/manifesto-firmato-nardone-su-una-citta-community-che-faccia-della-sua-bellezza-un-marchio-attrattivo/' addthis:title='Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>CONTRO BERLUSCONI UN ATTACCO SENZA PRECEDENTI, MA DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI DIRGLI CHE SBAGLIA A FREQUENTARE CERTI PERSONAGGI</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 11:22:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/01/contro-berlusconi-un-attacco-senza-precedenti-ma-dobbiamo-avere-il-coraggio-di-dirgli-che-sbaglia-a-frequentare-certi-personaggi/' addthis:title='CONTRO BERLUSCONI UN ATTACCO SENZA PRECEDENTI, MA DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI DIRGLI CHE SBAGLIA A FREQUENTARE CERTI PERSONAGGI '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Esiste un mondo intero, anzi, una Comunità, che vive con estremo disagio questa situazione, e mi riferisco, in particolar modo, a quelle donne e quegli uomini che sono cresciuti dentro un partito che si chiamava Alleanza Nazionale e che, a torto o a ragione (non sta a me dirlo), è stato sciolto per dare vita al progetto del Popolo della Libertà. <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/01/contro-berlusconi-un-attacco-senza-precedenti-ma-dobbiamo-avere-il-coraggio-di-dirgli-che-sbaglia-a-frequentare-certi-personaggi/' addthis:title='CONTRO BERLUSCONI UN ATTACCO SENZA PRECEDENTI, MA DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI DIRGLI CHE SBAGLIA A FREQUENTARE CERTI PERSONAGGI ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/01/contro-berlusconi-un-attacco-senza-precedenti-ma-dobbiamo-avere-il-coraggio-di-dirgli-che-sbaglia-a-frequentare-certi-personaggi/' addthis:title='CONTRO BERLUSCONI UN ATTACCO SENZA PRECEDENTI, MA DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI DIRGLI CHE SBAGLIA A FREQUENTARE CERTI PERSONAGGI '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/01/silvio21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-595" title="silvio21" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/01/silvio21-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Signori, credo che sia arrivato il momento di fare un po’ di  chiarezza, tanto con l’opinione pubblica quanto con noi stessi. Lo  reputo un atto dovuto, a questo punto. Sì, perché non se ne puo’ davvero  più di questo assordante silenzio, di quelle posizioni rivendicate nei  corridoi e dimenticate nell’arco di tempo che occorre per arrivare di  fronte ad una telecamera o ad un taccuino. Dobbiamo dimostrare di essere  uomini e donne che, come diceva Pound, hanno il coraggio di difendere  le proprie idee, anche quando questo potrebbe apparire sconveniente, non  soltanto quando ci fa comodo. E allora, per chi conserva l’ambizione di  rappresentare la Destra Italiana, quella coerente, che non tradisce i  propri ideali, beh, si tratta di un concetto irrinunciabile. D’altra  parte è anche di una questione di credibilità, ovvero, come possiamo  risultare credibili quando – a ragion veduta – abbiamo criticato e  lasciato Fini al suo destino anche e soprattutto per questioni di dubbia  moralità (Tulliani e Montecarlo docet) quando, poi, non abbiamo il  coraggio di dire pubblicamente al leader del nostro partito che,  circondandosi di certi personaggi, oltre a rendersi ricattabile, offre  ai suoi detrattori (compresa certa magistratura) l’appiglio per essere  attaccato? Eppure è un concetto talmente banale. Si tratta delle stesse  cose che diremmo ad un amico se ci accorgessimo che sta commettendo un  errore, o no? Invece si continua, nel migliore dei casi, a non  affrontare l’argomento.</p>
<p>Badate bene, qui nessuno vuole gettare la croce addosso a Berlusconi,  che paga lo scotto di essersi messo di traverso tra la sinistra ed il  potere e che, per questo, è diventato il bersaglio di una campagna  giudiziaria e mediatica senza precedenti. Ed è proprio in ragione di ciò  che crediamo di dovergli dire che ha il dovere di tutelarsi  maggiormente, magari evitando certe compagnie. Ecco, questo è un  argomento sul quale non intendo essere travisato affermando, a chiare  lettere, che di tutto posso essere accusato, tranne che di  bacchettonaggine. Anche perché, detto tra noi, sono perfettamente  consapevole di non averne i titoli: sono single, da anni non riesco ad  avere una relazione degna di questo nome e non ho mai fatto mistero  della mia passione per il genere femminile. Ah, dimenticavo, ho pure  quattro tatuaggi. Dico questo non certo animato dalla presunzione che  possa fregarvene qualcosa ma, assai più modestamente, per sgombrare il  campo e non sentirmi dare del moralista.</p>
<p>Esiste un mondo intero, anzi, una Comunità, che vive con estremo  disagio questa situazione, e mi riferisco, in particolar modo, a quelle  donne e quegli uomini che sono cresciuti dentro un partito che si  chiamava Alleanza Nazionale e che, a torto o a ragione (non sta a me  dirlo), è stato sciolto per dare vita al progetto del Popolo della  Libertà. Vivaddio, molti di noi hanno sacrificato amicizie, divertimenti  e financo gli studi per quel partito: cuore e ragione, passione e  sentimento, rabbia e amore. Era la nostra vita. Abbiamo, oppure no, il  dovere, più che il diritto di esternare il nostro malessere? Dobbiamo  vivere nel terrore se affermiamo, ad esempio, che la nomina di Nicole  Minetti nel consiglio regionale lombardo, beh, noi proprio non riusciamo  a mandarla giù? Anche perché, scusate, quando c’è da rimboccarsi le  maniche ci sentiamo fare sempre i soliti discorsi sulla militanza e  sulla meritocrazia: molti di noi, da anni, sgobbano sul territorio e si  scannanano tra loro per raccogliere preferenze e guadagnarsi l’elezione  in qualche consiglio comunale, se va bene. Alle ultime regionali, parlo  della mia città, abbiamo combattuto una vera e propria guerra in nome  delle preferenze, con due candidati ed i rispettivi sostenitori che se  le sono date di santa ragione ma che, alla fine, hanno raccolto uno  16.000 e l’altro 13.000 voti. Un’enormità. Eppure, nonostante la  competizione fosse così sentita, molti di noi hanno avuto delle  serissime difficoltà a mettere la croce sul simbolo di Formigoni,  proprio perché nel listino era stata inserita una venticinquenne che,  fino al giorno prima, sculettava mezza nuda in televisione, facendosi  autografare le chiappe da Evaristo Beccalossi. Ho il diritto di essere  incazzato per questo, senza essere additato come sospetto “finiano” (mai  più nella vita), oppure no?</p>
<p>Anche perché sono anni, ormai, che prendiamo mazzate: prima gli  “strappi” di un Fini che, all’improvviso, scopre di pensare l’esatto  opposto rispetto a ciò che andava dicendo fino al giorno prima, poi lo  scioglimento di Alleanza Nazionale, poi la scissione ed il conseguente  scontro frontale (umanamente poco piacevole) con molte persone a cui  eravamo legati da un rapporto personale, oltre che politico. Se a tutto  questo aggiungiamo che il dibattito è animato da “opinion leaders” della  risma dei Tulliani, delle D’Addario, delle Noemi, delle Ruby e delle  Minetti, beh, capite bene quale possa essere l’umore della truppa.</p>
<p>Ma attenzione, con la stessa determinazione, voglio dire che non  saranno le difficoltà a farci mollare, anche perché, ne siamo  consapevoli, per qualcuno, sarebbe troppo comodo liberarsi di noi.  Nossignore, noi nel progetto del Popolo della Libertà continuiamo a  credere, e lavoriamo, ogni santo giorno, sul territorio per mantenere e,  possibilmente, allargare il consenso al nostro partito. Lo stesso  concetto vale per il Presidente Berlusconi, al quale vogliamo dire che  non siamo il genere di persone che usano abbandonare la nave quando il  mare inizia a farsi grosso e che, quindi, come avviene da sedici anni a  questa parte, saremo al suo fianco a combattere, innanzitutto perché  siamo convinti del suo valore, ed in secondo luogo perché non abbiamo le  fette di salame sugli occhi, e non ci vuole certo uno scienziato per  accorgersi dell’abnormità dei mezzi dispiegati per abbatterlo. Allo  stesso tempo, da parte sua, ci attendiamo una risposta politica, in  grado di rilanciare immediatamente l’attività del Governo e,  parallelamente, la costruzione del partito sui cardini del merito e dei  valori, partendo dal basso, dalla base.</p>
<p>Se tutto questo avverrà, oltre ad averci ridato una rotta da seguire,  si accorgerà di avere, dalla sua, una moltitudine di persone disposte a  seguirlo per ciò che è e per i valori che rappresenta e non, come in  molti casi capita adesso, semplicemente per ricevere qualcosa in cambio.  So benissimo che, a trentaquattro anni, è da veri presuntuosi anche  solo pensare di dare un consiglio ad una persona dell’esperienza e del  calibro del Presidente Berlusconi, ma ho sempre avuto una gran faccia  tosta (per non dire altro), e mi piace credere che, magari, dopo  un’iniziale arrabbiatura, se mai leggesse queste righe, il Presidente si  soffermerà a rifletterci. Perlomeno per qualche istante.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
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		<title>I MIEI AUGURI A TUTTI VOI!</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 18:21:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/12/i-miei-auguri-a-tutti-voi/' addthis:title='I MIEI AUGURI A TUTTI VOI! '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/b-wu1CautAM?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;hd=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/b-wu1CautAM?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;hd=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>“Chi non vota la sfiducia a Berlusconi è fuori dal Fli”. Fini, Granata e quello strano concetto di democrazia interna</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 20:13:59 +0000</pubDate>
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<p>Alessandro Nardone</p>
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		<title>E’ ora di guardarci in faccia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 23:11:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/04/e%e2%80%99-ora-di-guardarci-in-faccia/' addthis:title='E’ ora di guardarci in faccia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/04/fini-berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-413" title="fini-berlusconi" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/04/fini-berlusconi-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>A bocce ferme e, soprattutto, ad elezioni vinte, si ragiona meglio.  Non c’è dubbio. Allora vale la pena fermarsi un attimo per fare il punto  di una situazione, quella del PdL, che merita di essere approfondita  con obbiettività e schiettezza. Visto che non vogliamo in alcun modo  essere fraintesi, è giusto che il ragionamento parta da una premessa:   sarebbe ipocrita affermare che nel partito unico del centrodestra va  tutto bene e, allo stesso modo, sarebbe da Tafazzi teorizzare l’esatto  contrario. Fatto sta che, nonostante la prospettiva di tre anni di  tregua elettorale, le diverse componenti, pur con toni più sfumati  rispetto a prima, abbiano ripreso a fare a gara per differenziarsi l’una  dall’altra con l’aggravante che, nella stragrande maggioranza dei casi,  lo fanno discutendo di questioni completamente campate per aria,  boutade che durano giusto il tempo di un lancio Ansa. Il problema è che  mentre i think tank ed i rispettivi colonnelli passano le giornate a  darsele di santa ragione sui giornali, c’è un partito, la Lega, che  lavora costantemente sul territorio, erodendo al PdL un numero sempre  maggiore di consensi. Ovviamente molti dei “pensatori” di cui accennavo  poc’anzi si sono affrettati a liquidare, con atteggiamento superficiale e  snobistico, il successo del partito di Bossi. Attenzione, perché si  tratta della stessa superficialità con la quale i cosiddetti radical  chic si sono ostinati, per anni, a snobbare la destra ed “il fenomeno  Berlusconi”, trascinando la sinistra ad anni luce dalle reali esigenze  della gente e, di conseguenza, all’attuale sfascio politico. Una destra,  quella dell’Alleanza Nazionale pre-elefantino, in odore di sorpasso su  Forza Italia ed in possesso dell’autorevolezza necessaria per dettare i  temi dell’agenda politica mentre la Lega, indaffarata a riempire ampolle  in riva al Po, appariva ben lontana da quel processo di maturazione  politica del quale oggi è protagonista. Il paradosso è che la banda  Bossi ha costruito le sue fortune facendo proprie le battaglie che la  destra aveva dapprima sdoganato e poi abbandonato, riuscendo a mettere  all’angolo militanti e dirigenti di Alleanza Nazionale che, soprattutto  al Nord, si vedevano costretti a profondere gran parte delle proprie  energie per spiegare alla gente che le posizioni del partito erano  rimaste immutate e che, su alcuni temi, Fini si esprimeva a titolo  personale. Ecco spiegato come la Lega, a poco a poco, abbia saputo  sfilare ad Alleanza Nazionale quello status di “originale” di cui il  Presidente della Camera continua a dire di non voler essere la  fotocopia. Ma ora passiamo all’area di Forza Italia e, quindi, al  Presidente Berlusconi, la cui leadership è indicussa e indiscutibile. Ci  mancherebbe altro. Però, proprio in virtù della stima e dell’affetto  che nutriamo nei suo confronti, ci sentiamo in dovere fargli qualche  appunto su alcune sue decisioni. D’altra parte gli amici veri non sono  quelli abituati a fare sempre di si con la testa, ma quellì che hanno il  coraggio (per non dire le palle) di dire le cose come stanno. Allora, a  campagna elettorale conclusa, come si puo’ rimanere indifferenti di  fronte a candidature come quella di Nicole Minetti, arrivata dal nulla  ed inserita nei primissimi posti del listino bloccato del Presidente  Formigoni? Ecco, questo è uno dei classici argomenti di cui tutti si  lamentano nei corridoi, salvo poi mordersi la lingua quando si tratta di  parlarne in veste ufficiale. Eppure nel partito c’è una base che, su  temi come questo ed il disastro della presentazione delle liste, si  aspetta delle risposte. Possibilmente seguite dai fatti, in mancanza dei  quali sarà assai difficile spiegare ai nostri giovani perché dovrebbero  rimboccarsi le maniche e darsi da fare per il partito, quando poi lo  strumento della meritocrazia viene costantemente messo da parte. A  nostro modestissimo avviso in questo momento conviene guardarsi negli  occhi e sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, anche perché  l’alternativa sarebbe quella di far finta di niente e di interiorizzare i  problemi, salvo poi rinfacciarli alla prima occasione. Con le  conseguenze che possiamo immaginare.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
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		<title>POZZI VINCE E CI RIPORTA A MILANO. NARDONE: &#8220;E&#8217; LA VITTORIA DEL PDL COMASCO&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 23:04:02 +0000</pubDate>
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		<title>BERLUSCONI E FINI, E&#8217; ORA CHE VI PARLIATE</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 23:44:44 +0000</pubDate>
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È un bel film di ormai vent’anni fa in cui Michael Douglas e Kathleen Turner (diretti da Danny De Vito) interpretano la storia della coppia perfetta, ovvero quella stereotipata in cui lui e lei si conoscono per caso ai tempi dell’università e, da allora, è un continuo crescendo di rose e fiori. Ma la loro relazione, così perfetta, ad un certo punto si deteriora e loro finiscono con l’odiarsi. Perchè? Il paradosso è che non c’è, un perché. O meglio, non uno preciso, ma una serie di tanti piccoli motivi che, disseminati durante il loro quotidiano cammino comune, si sono via via ingigantiti, alimentati dallo scemare della passione e dall’aumentare di un’insensata competizione interna alla coppia. Vi ricorda qualcosa, vero? Certo che sì, e sono sicuro che leggendo le mie righe avrete accennato un sorriso, cogliendo immediatamente la metafora con cui ho voluto approcciarmi a questo spinoso (sempre per restare in tema di rose) argomento. Berlusconi e Fini, Fini e Berlusconi, Silvio e Gianfranco, Gianfranco e Silvio: sono ormai mesi che leggiamo di loro in termini, per così dire, contradittori. Un continuo susseguersi di agenzie, dichiarazioni vere o presunte, bene o male interpretate, di fuori onda e di commenti di parte. Sì, avete letto bene, di parte. Perché (almeno sulla carta stampata) si sono formate due opposte fazioni, che per intenderci definirei curve, da cui i rispettivi ultras di Silvio e Gianfranco non se le mandano certo a dire. Anzi. Picchiano come dei fabbri. Ma a ben vedere è uno scontro Pop, talmente Pop che persino l’opposizione, senza nemmeno accorgersene, ne è stata letteralmente fagocitata, costringendo il Pd e persino lo sguaiato Di Pietro a fare il tifo per il Presidente della Camera. Situazione impensabile solo fino a qualche mese fa che, a mio parere, più che i problemi tra Berlusconi e Fini, mette a nudo la pressochè totale mancanza di una figura carismatica nell’area di un centrosinistra sempre più ai margini della scena politica.  Certo, qualcuno potrebbe obbiettare che, se la sinistra inneggia a Fini, è solo grazie ai suoi continui distinguo nei confronti del Governo ed a alcune battaglie per così dire “anomale” nell’ambito della destra. Ed in parte ha ragione. Non tanto per i richiami alla centralità del Parlamento o al rispetto degli altri poteri dello Stato, quelli sono per lo più atti dovuti alla carica che attualmente ricopre. Il nocciolo della questione sono alcune sue prese di posizione che l’elettorato di centrodestra fatica a comprendere e, quindi, mal digerisce. Mi riferisco, in particolar modo, a quella sull’immigrazione, tema sul quale Gianfranco batte ormai da qualche anno dimostrando, ad onor del vero, una sincera convinzione sulla valiidità dei suoi argomenti, non perdendo occasione per rimarcarli. Proprio questa sua tigna ha spinto alcuni commentatori d’area a dar voce ai sempre più numerosi mugugni di dirigenti e militanti, mettendo sotto gli occhi di tutti quel deterioramento di cui parlavo all’inizio. Ora, mettiamo che qualcuno rientri in Italia dopo un lungo viaggio e che sia rimasto alle notizie di un anno fa, beh, una volta letta questa prima parte del mio articolo potrebbe tranquillamente pensare che si tratti di semplice dibattito interno, su grandi temi di cui un grande partito come il Popolo della Libertà fa bene a discutere. Chi potrebbe dargli torto? Il problema, quello vero, è il contesto in cui è scoppiata questa grana, ovvero, nel bel mezzo di un’offensiva trash-forcaiola cominciata, guarda caso, nel momento di maggiore popolarità vissuto da Berlusconi, che era riusciito ad appropriarsi – anche grazie all’assist di un inconsapevole Franceschini – persino del 25 aprile. Da lì è partita la triste campagna che ben conosciamo, che è culminata con la spettacolarizzazione delle deposizioni di un criminale analfabeta di bassa lega come Spatuzza, passando attrraverso il gossip e la contradittoria bocciatura del Lodo Alfano. In un simile momento, dicevo, di tutto c’era bisogno tranne che di dare il la a questo scontro fratricida, che è nato con l’editoriale in cui Vittorio Feltri, dopo aver rinfacciato a Fini alcune dichiarazioni sul caso Boffo, lo attaccava apertamente, dando voce a quei famosi mugugni che, fin lì, erano rimasti strozzati nelle gole di chi si sentiva orfano del Fini-pensiero. Ovvio, Feltri è un grande giornalista, non un politico, ergo certi calcoli non gli competono, ma è un fatto oggettivo che con quel suo ormai celebre editoriale abbia tirato un bel calcione al can che dormiva, quantomeno in pubblico. Arrivati a questo punto, però, bisogna trovare una soluzione e per farvi capire come la penso torno alla metafora iniziale, quella del film. Vi ricordate il finale? Dopo essersene fatte di tutti i colori, la coppia, ormai stremata, si barrica in casa con l’intenzione di arrivare alla resa dei conti, una volta per tutte. Sia lui che lei erano pronti a tutto, infatti, proprio quando stanno per ammazzarsi entrambi si sfiorano la mano e, guardandosi negli occhi, capiscono di amarsi ancora.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>7 dicembre 2009</p>
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		<title>Alessandro Nardone intervistato da Televisionet</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:58:40 +0000</pubDate>
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		<title>Ritorno al futuro</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:31:37 +0000</pubDate>
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<p>Alessandro Nardone</p>
<p>18 settembre 2008</p>
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		<title>L’alba del Popolo della Libertà</title>
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<p>Alessandro Nardone</p>
<p>11 febbraio 2008</p>
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