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	<title>.:: ALESSANDRO NARDONE &#124; Nel Popolo della Libertà ::. &#187; moschea</title>
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		<title>NARDONE: &#8220;VERIFICARE I REQUISITI DI SICUREZZA E ABITABILITA&#8217; DELLA MOSCHEA&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 15:47:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/moschea-05.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-89" title="Manifestazione" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/moschea-05-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>L&#8217;ultima novità sulla nuova associazione culturale islamica sorta in via Borgovico rischia di creare un nuovo caso politico, a Como. A oggi, infatti, a Palazzo Cernezzi non risulta pervenuta alcuna richiesta ufficiale per l&#8217;apertura del centro musulmano, peraltro bollato dagli altri residenti del palazzo come moschea tout-court. La notizia è emersa nel pomeriggio di ieri, dopo un&#8217;accurata verifica condotta dai tecnici comunali del settore urbanistico. La ricerca di un&#8217;autorizzazione rilasciata agli islamici per l&#8217;apertura della loro associazione, si è infatti rivelata del tutto infruttuosa. E un secondo tentativo, questa volta diretto ad accertare se quantomeno vi fosse una richiesta pendente per l&#8217;avvio delle attività, ha dato lo stesso impalpabile esito. In serata, dunque, l&#8217;ufficio stampa del Comune ha dovuto confermare che «al momento, non risulta alcuna autorizzazione in vigore per qualsivoglia tipo di attività nei locali di via Borgovico». La questione è di non poco conto, visto che la natura stessa dell&#8217;associazione islamica sarebbe &#8211; ma sarebbe meglio dire è &#8211; di natura prettamente pubblica. E dunque, come accade per qualunque altro circolo culturale della città, il via libera o lo stop del Comune assume fondamentale rilevanza. Ad oggi, quindi, un eventuale controllo delle forze dell&#8217;ordine potrebbe persino portare alla chiusura immediata del centro islamico di via Borgovico. O, quantomeno, a una sanzione economica. E proprio su questo punto si concentra la presa di posizione del consigliere comunale di Alleanza Nazionale, Alessandro Nardone, che per primo ha portato il caso all&#8217;attenzione del consiglio comunale comasco. «Questa pessima notizia &#8211; dice l&#8217;esponente di An &#8211; è la più chiara conferma che in via Borgovico le cose non vanno in maniera corretta. Dopo le lamentele dei residenti, ora si scopre persino che l&#8217;apertura dell&#8217;associazione culturale non ha avuto alcuna autorizzazione dal Comune. Mi chiedo, a questo punto, se anche tutti gli altri requisiti per la sicurezza, la messa a norma e la abitabilità dei locali siano stati verificati da qualcuno. Se così non fosse &#8211; prosegue Nardone &#8211; dovrei dedurne che nel pieno centro di Como si tollera un&#8217;isola di illegalità facendo finta di niente». Ieri sera, l&#8217;esponente di Alleanza Nazionale in consiglio comunale ha consegnato personalmente le 400 firme raccolte in segno di protesta nel quartiere al sindaco di Como, Stefano Bruni. «Credo che a fronte di tutto ciò che è emerso finora &#8211; ha aggiunto Nardone &#8211; sia ormai indifferibile un intervento diretto dell&#8217;amministrazione e delle forze dell&#8217;ordine nei locali di via Borgovico. Non fosse altro che per accertare se quell&#8217;associazione sia in regola o no e poi per prendere le conseguenti decisioni». Un&#8217;ultima valutazione, il consigliere di Alleanza Nazionale la riserva all&#8217;origine dell&#8217;apertura del centro islamico in questione. «Il fatto stesso che nessuno dei responsabili abbia comunicato nulla al Comune &#8211; chiude &#8211; fa presumere che abbiano sempre voluto aprire una moschea e non un centro culturale». A questo quadro, comunque, va aggiunto un ulteriore dettaglio. Anche qualora arrivasse in Comune una richiesta ufficiale per l&#8217;apertura del centro islamico, resterebbe da fare i conti con il regolamento ufficiale del condominio. Per il piano terreno del palazzo, infatti, il secondo paragrafo del regolamento dice che le funzioni ritenute compatibili sono soltanto quelle di «laboratori, negozi, uffici, bar, abitazioni ed autorimesse di proprietà privata». Un altro paragrafo, il numero sette, precisa inoltre che «è vietato destinare alloggi o locali del fabbricato» a «scuole di musica, di canto, ballo e in genere a qualsiasi uso che possa turbare la tranquillità dei condomini». Norme che sembrano fare a pugni con il verbale dell&#8217;assemblea di condominio dell&#8217;11 novembre scorso in cui i residenti hanno parlato chiaramente di canti, litanie e preghiere ben udibili ogni giorno. E, come se non bastasse, hanno descritto minuziosamente gli atteggiamenti tipici delle preghiere musulmane osservati ripetutamente dall&#8217;esterno dei locali.</p>
<p>di Emanuele Caso</p>
<p>Fonte: Corriere di Como del 22 novembre 2005</p>
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		<title>BORGOVICO, RACCOLTE 400 FIRME</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 15:42:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo via Pino, via Borgovico. Ma la musica non cambia: in città, ad esasperare i residenti c&#8217;è sempre di mezzo una moschea. Questa volta &#8211; a 16 giorni dalla prevista chiusura del locale islamico di Camerlata &#8211; la protesta scoppia nel palazzo, ma più in generale in tutto il quartiere, dove ha sede il nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/islam1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-86" title="islam1" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/islam1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Dopo via Pino, via Borgovico. Ma la musica non cambia: in città, ad esasperare i residenti c&#8217;è sempre di mezzo una moschea. Questa volta &#8211; a 16 giorni dalla prevista chiusura del locale islamico di Camerlata &#8211; la protesta scoppia nel palazzo, ma più in generale in tutto il quartiere, dove ha sede il nuovo circolo culturale musulmano. Un insediamento contro cui Alessandro Nardone, consigliere comunale di An, ha raccolto poco meno di 400 firme per evitare una &#8216;via Pino-bis&#8217;. Per capire lo stato d&#8217;animo degli inquilini di via Borgovico, non c&#8217;è nulla di più significativo dell&#8217;ultimo verbale dell&#8217;assemblea di condominio, datato 11 novembre 2005, che rivela una realtà nascosta e inquietante. Nella sede dell&#8217;amministratore di condominio sono convenuti 8 condomini su 15, la maggioranza necessaria perché l&#8217;incontro avesse valore legale. In apertura di seduta, è stato proprio l&#8217;amministratore a richiamare la circolare del 28 settembre 2005 con cui il proprietario dei locali affittati agli islamici garantiva che gli stessi «non venivano utilizzati come moschea». Subito, però, il verbale chiarisce che «i condomini evidenziano che tale comunicazione non rispecchia la realtà, in quanto diversi fatti contraddicono la dichiarazione». Ecco quei fatti uno per uno. «È stato visto ed appurato &#8211; si legge nel verbale &#8211; che un nutrito numero di persone (circa 100) domenica 30 ottobre erano presenti in detti locali». Inoltre, «diverse persone si sono recate in detta sede con tappeti che si presumono oggetti per il culto, chi piegati in quattro, chi appoggiati sulle spalle». «Svariate paia di scarpe poste nelle vicinanze dell&#8217;entrata», hanno fatto aumentare i dubbi. Poi, «alcune sere, dalle 20.30 alle 22, sono stati uditi canti simili a litanie e/o preghiere», come peraltro si registra anche in settimana «dalle 6 alle 9 e nelle prime ore del pomeriggio». Dopo aver ribadito «la presenza numerosa anche di sabato e domenica pomeriggio», il verbale rivela che «numerose donne e bambine velate» frequentano la presunta associazione. Non mancano «mozziconi e semi di datteri» per terra. «Non si comprende &#8211; aggiungono i condomini &#8211; come possa essere stata autorizzata una destinazione simile con un solo servizio igienico». Ma soprattutto «alcuni condomini confermano che in un&#8217;occasione hanno avuto modo di constatare passando davanti alle vetrine, uomini inginocchiati in preghiera caratteristica musulmana, con cuffiette bianche in testa». Infine a verbale sono state messe «le preoccupazioni» e «la mancata tranquillità e sicurezza» espresse dai residenti. Inoltre si citano le due denunce già fatte ai carabinieri datate 31 ottobre e 1° novembre, per il riscontro delle «persone in preghiera» e «inginocchiate». Il consigliere di An, Alessandro Nardone, ha portato per primo il caso di via Borgovico in Comune e ieri ha chiuso la raccolta firme in maniera trionfale. «Hanno firmato quasi in 400 &#8211; dice &#8211; È la cartina di tornasole dell&#8217;enorme malcontento del quartiere a fronte del lassismo di Palazzo Cernezzi». Nardone poi stigmatizza «la severità dell&#8217;amministrazione nel punire i comaschi per una virgola fuori posto, mentre in città si tollerano moschee abusive nuove e vecchie. Ora mi attendo da sindaco, questore e prefetto una presa d&#8217;atto del malcontento del quartiere espresso dalle 400 firme, e un pronto intervento a tutela dei residenti per ristabilire la legalità».</p>
<p>di Emanuele Caso</p>
<p>Fonte: Corriere di Como del 20 novembre 2005</p>
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		<title>NARDONE: &#8220;MOSCHEA A PONTE CHIASSO? NEANCHE PER SOGNO&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 14:31:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo le indiscrezioni riportate sabato da un quotidiano locale, secondo cui la comunità islamica starebbe trattando con alcuni privati per aprire una moschea nel quartiere di Ponte Chiasso, è nettissima la presa di posizione di Alessandro Nardone, consigliere comunale di AN: &#8220;Se queste persone pensano davvero di aprire la loro moschea a Ponte Chiasso sappiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/pontechiasso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-73" title="pontechiasso" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/pontechiasso-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Dopo le indiscrezioni riportate sabato da un quotidiano locale, secondo cui la comunità islamica starebbe trattando con alcuni privati per aprire una moschea nel quartiere di Ponte Chiasso, è nettissima la presa di posizione di Alessandro Nardone, consigliere comunale di AN: &#8220;Se queste persone pensano davvero di aprire la loro moschea a Ponte Chiasso sappiano che da parte del sottoscritto e della stragrande maggioranza dei residenti troveranno una durissima opposizione, e annuncio sin d&#8217;ora che la prima iniziativa di protesta sarebbe una nuova petizione popolare. A parte il fatto che il Piano Regolatore non prevede aree per nuovi luoghi di culto &#8211; continua Nardone &#8211; questi individui devono assolutamente togliersi dalla testa di aprire una nuova moschea abusiva in un quartiere che ha già moltissimi problemi per cui, tra l&#8217;altro, ho già pronta una forte iniziativa che illustrerò nei primissimi giorni del nuovo anno&#8221;. Obbiettivamente, per i residenti di Ponte Chisso, un luogo di culto abusivo sarebbe l&#8217;ennesimo problema da dover sopportare: &#8220;Ho già detto migliaia di volte che quest&#8217;Amministrazione deve investire di più su Ponte Chiasso e sulla qualità della vita dei suoi residenti, qualcosa è stato fatto, ma è oggettivamente troppo poco&#8221;.</p>
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		<title>MOSCHEA IN BORGOVICO? NARDONE: &#8220;ASSOLUTAMENTE CONTRARIO, IL SINDACO INDAGHI&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 14:07:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«No a una nuova moschea in via Borgovico». A fare questa affermazione è stato, ieri sera in consiglio comunale, l&#8217;esponente di Alleanza Nazionale, Alessandro Nardone. Il quale, con tanto di documenti alla mano, ha informato l&#8217;aula del prossimo insediamento di un nuovo centro culturale islamico in alcuni locali di via Borgovico nuova, più o meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/moschea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-49" title="moschea" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/moschea-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>«No a una nuova moschea in via Borgovico». A fare questa affermazione è stato, ieri sera in consiglio comunale, l&#8217;esponente di Alleanza Nazionale, Alessandro Nardone. Il quale, con tanto di documenti alla mano, ha informato l&#8217;aula del prossimo insediamento di un nuovo centro culturale islamico in alcuni locali di via Borgovico nuova, più o meno all&#8217;altezza della scuola Ugo Foscolo. «Per la verità &#8211; ha osservato Nardone &#8211; nei documenti il proprietario comasco dei locali ha fatto inserire che la sua proprietà non dovrà mai e poi mai essere adibita a moschea. Una giusta sottolineatura, ma è importante che l&#8217;amministrazione comunale inizi a vigilare sin da adesso per evitare che si possa ripetere la situazione di Camerlata». Il riferimento, manco a dirlo, è tutto per la contestatissima moschea di via Domenico Pino, sulla quale peraltro pende la minaccia di &#8220;sfratto&#8221; del Comune di Como per il prossimo primo novembre. Nel caso di via Borgovico, però, la situazione dovrebbe effettivamente essere un po&#8217; diversa. L&#8217;associazione che ha preso in affitto i locali si chiama Diyanet Isleri Turk Islam Birligi Como Camii-Italia, organizzazione peraltro piuttosto diffusa in Europa. Basti pensare che lo scorso mese di agosto, nella sua visita in Germania, anche Papa Benedetto XVI ne incontrò il rappresentante turco locale. L&#8217;associazione, tra l&#8217;altro, è di fatto il ritrovo quasi esclusivamente della comunità islamica turca. «Noi non abbiamo assolutamente nulla contro la nascita di un centro culturale islamico &#8211; precisa Nardone &#8211; la nostra unica preoccupazione è che dietro la facciata pubblica non si celi poi l&#8217;intenzione di aprire una moschea vera e propria come accaduto nell&#8217;illegalità a Camerlata. Su questo, sin da ora, chiediamo al sindaco e agli uffici preposti di attivare la necessaria vigilanza, per non trovarci tra qualche mese con una seconda moschea non autorizzata in città». A questi aspetti, il consigliere comunale di An ne aggiunge uno relativo all&#8217;ordine pubblico. «A Camerlata &#8211; afferma il consigliere &#8211; è noto che i residenti si sono lamentati più volte per il baccano e l&#8217;invadenza degli islamici che affollano la moschea, soprattutto di venerdì. Simili problemi non dovranno verificarsi anche in via Borgovico, visto anche che a pochi metri dal nuovo centro culturale ci sono la scuola e la chiesa del quartiere». Sempre dai documenti di Nardone risulta che il referente dell&#8217;associazione sia un turco da tempo residente a Como. I locali a disposizione della comunità turca dovrebbero essere quattro, più uno di servizio. «L&#8217;importante &#8211; chiude Nardone &#8211; è che le presenze siano commisurate alla capienza».</p>
<p>di Emanuele Caso</p>
<p>Fonte: Corriere di Como del 4 ottobre 2005</p>
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