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	<title>.:: ALESSANDRO NARDONE &#124; LA DESTRA CHE VORREI ::. &#187; l&#8217;ordine</title>
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		<title>Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:13:47 +0000</pubDate>
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<p><strong><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2012/01/220112_ordi_03_r1_c.pdf" target="_blank">Vai al manifesto</a></strong></p>
<p>Giovanni Sallusti per <a href="http://www.lordine.it/docs/edizioni/220112_ordi_01_r1_c.pdf" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.lordine.it/docs/edizioni/220112_ordi_01_r1_c.pdf?referer=');">L&#8217;Ordine del 22 gennaio 2012</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2012/01/manifesto-firmato-nardone-su-una-citta-community-che-faccia-della-sua-bellezza-un-marchio-attrattivo/' addthis:title='Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>ESCE &#8220;LA DESTRA CHE VORREI&#8221; DI ALESSANDRO NARDONE, UNA PROVOCAZIONE &#8220;RENZISTA&#8221;. ECCO PERCHE&#8217; LEGGERLA.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 15:30:56 +0000</pubDate>
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<p><a title="Leggi l'articolo!" href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/12/alessandro-nardone-la-destra-che-vorrei-lordine.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-large wp-image-714" title="alessandro nardone - la destra che vorrei - l'ordine" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/12/alessandro-nardone-la-destra-che-vorrei-lordine-1024x729.jpg" alt="" width="614" height="437" /></a><a title="Leggi l'articolo!" href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/12/alessandro-nardone-la-destra-che-vorrei-lordine.jpg" target="_blank"></a></p>
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		<title>ECCO PERCHE&#8217; DICO ANCORA NO ALLA CHIUSURA DEI BAR A MEZZANOTTE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 05:53:35 +0000</pubDate>
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Già, perché dopo le avvisaglie &#8211; e le polemiche – dell’anno passato e arrivata (almeno sulla carta) la bella stagione, l’Amministrazione comunale ha pensato bene di dissotterrare l’ascia di guerra, ovvero la famosa ordinanza con la quale intende chiudere gli esercizi pubblici a mezzanotte. Quella del coprifuoco, tanto per intenderci, contro cui &#8211; con l’aiuto di Matteo Basile ed il supporto di una parte consistente degli operatori del settore – fummo capaci di raccogliere 3.000 firme nel giro di pochi giorni. Una mobilitazione vera e propria che coinvolse attivamente, a dispetto di chi tentò di confinarla nell’immaginario perimetro rappresentato da “pochi giovani”, decine e decine di persone di tutte le fasce d’età, evidentemente stufe dell’obsoleta concezione di città dormitorio che qualcuno intende continuare ad affibbiare a Como. Tuttavia, oggi come un anno fa, chi è privo d’argomenti cerca di radicalizzare i toni dello scontro, avventurandosi in teorie strampalate come quella per la quale “chi vuole i locali aperti dopo la mezzanotte difende i mascalzoni che disturbano i residenti”. Demagogia bella e buona. A dimostrazione di quanto affermo, basta andare a rileggersi la rassegna stampa dello scorso anno o, per quanto mi riguarda personalmente, i verbali dei miei interventi in Consiglio Comunale, per rendersi conto che il presupposto irrinunciabile sia sempre consistito nella sicurezza dei cittadini. Maggiori controlli, quindi, anche per disincentivare (e punire, se necessario) chi ha intenzione di bivaccare e fare baccano sotto le abitazioni di chi, giustamente, vuole riposare. Fatto salvo questo principio, però, non si puo’ certo pensare di gettare il bambino con l’acqua sporca teorizzando che, se c’è in giro qualche maleducato che si diverte a fare schiamazzi, l’unica soluzione sia quella di chiudere alla mezza bar e locali compromettendo, in un sol colpo, almeno tre punti nevralgici che non possono essere in alcun modo sottovalutati: 1) Gli affari degli esercenti, che già devono fare i conti con una stagione andata a ramengo a causa del maltempo. Questa decisione comporterebbe, per loro, un ulteriore assottigliamento delle entrate e, giocoforza, meno investimenti sul territorio ed una minore necessità di forza lavoro. 2) Allontanare ulteriormente i giovani (e non solo) dalla città, spingendoli a cercare altrove luoghi d’aggregazione e, di conseguenza, esponendoli ai tristemente noti rischi che si corrono di notte sulle nostre strade. Oltretutto, pur essendo un concetto certamente meno alto, bisognerà anche considerare che queste persone andrebbero a spendere i loro soldi in altre realtà (vedi Lugano e Milano) causando, quindi, un’ulteriore perdita di ricchezza per il nostro territorio. 3) L’ennesimo, forse mortale, colpo inferto alla “Como città Turistica” da tanti evocata durante le campagne elettorali ma, troppo spesso, sacrificata sull’altare della demagogia e degl’interessi – più o meno velati – di chi una città viva non la vuole manco morto. La vera beffa è che, nonostante i danni che causerebbe, l’ordinanza in questione non riuscirebbe nemmeno a risolvere il problema dei disturbatori. Perché? Il motivo è semplicissimo, ovvero che una città deserta, in cui, tanto per intenderci, non c’è in giro un’anima, è terreno fertile per vandalismi e schiamazzi d’ogni sorta. Altro che deterrente, se il documento venisse approvato, finiremmo tutti cornuti e mazziati. Detto questo, però, permettetemi di tornare un momento alla città turistica, perché lo ritengo l’aspetto d’importanza maggiore, in tutta questa vicenda. Dunque, tutti sappiamo che stiamo attraversando un periodo di vacche molto magre, durante il quale, una qualsiasi classe dirigente, farebbe carte false per incentivare lo sviluppo di quello che, in gergo manageriale, viene chiamato “core business”, ovvero l’attività principale. E quale sarebbe il “core business” di Como, se non il turismo? Guardate, qualche giorno fa sono stato negli Stati Uniti, e non ho trovato una persona che non conoscesse Como ed il suo Lago. Ne parlavano estasiati, mettendola in cima ai loro desideri, insieme a città come Roma, Firenze o Venezia. E noi? Beh, oltre a trascurarla (e questo, visto lo stato di degrado, è chiaramente un eufemismo), oltre a non pensare a servizi di trasporto pubblico degni di questo nome, oltre a non aver mai realizzato una vera proposta culturale (grandi mostre a parte), oltre a mille altre cose che non sto qui ad elencarvi ma che conoscete benissimo, cosa facciamo? Chiudiamo i locali pubblici a mezzanotte, ovvero l’ora in cui, d’estate, il turista o il residente che esce dal ristorante, magari vorrebbe andare a mangiarsi un gelato in santa pace, seduto in Piazza Duomo e, sempre magari, quel gelato vorrebbe gustarselo senza avere l’assillo che, da un minuto all’altro, il bar o la gelateria in questione dovrà abbassare la saracinesca. Una cosa normale dovunque, no? See, magari…</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>da L&#8217;Ordine del 15 giugno 2011</p>
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		<title>SE LA COSA PIÙ SERIA DEL MONDO DIVENTA IL PESCE D’APRILE PERFETTO</title>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/04/se-la-cosa-piu-seria-del-mondo-diventa-il-pesce-d%e2%80%99aprile-perfetto/' addthis:title='SE LA COSA PIÙ SERIA DEL MONDO DIVENTA IL PESCE D’APRILE PERFETTO '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>“Alessandro è passato da single a impegnato ufficialmente”. Questa la dicitura, corredata con tanto di cuoricino rosso, che campeggiava sulla mia bacheca. Ammetto che la tentazione di rimuoverla immediatamente è stata fortissima ma, spinto dalla curiosità, sono riuscito a farmi forza. Ormai ero in gioco e dovevo giocare.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/04/se-la-cosa-piu-seria-del-mondo-diventa-il-pesce-d%e2%80%99aprile-perfetto/' addthis:title='SE LA COSA PIÙ SERIA DEL MONDO DIVENTA IL PESCE D’APRILE PERFETTO ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/04/se-la-cosa-piu-seria-del-mondo-diventa-il-pesce-d%e2%80%99aprile-perfetto/' addthis:title='SE LA COSA PIÙ SERIA DEL MONDO DIVENTA IL PESCE D’APRILE PERFETTO '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/04/wed__36_____by_OlegBreslavtsev.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-633" title="___wed__36_____by_OlegBreslavtsev" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/04/wed__36_____by_OlegBreslavtsev-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Confesso, l’altra notte ho fatto le ore molto piccole. No, non ho passato la notte insonne nel tentativo di farmi venire un’idea abbastanza carina per il pesce d’aprile, ma a lavorare davanti al computer. Tant’è che stamattina, un caro amico mi ha svegliato mandandomi ben tre messaggi con cui mi chiedeva di reggergli il gioco, commentando il suo cambio di situazione sentimentale (ovviamente fittizio) su Facebook. Li per li, ancora intorpidito dal sonno, stavo per mandarlo a quel paese ma poi, siccome la  splendida giornata di sole mi aveva messo di ottimo umore, ho pensato bene di mutuare il suo scherzo. Così, giusto per farmi due risate. “Alessandro è passato da single a impegnato ufficialmente”. Questa la dicitura, corredata con tanto di cuoricino rosso, che campeggiava sulla mia bacheca. Ammetto che la tentazione di rimuoverla immediatamente è stata fortissima ma, spinto dalla curiosità, sono riuscito a farmi forza. Ormai ero in gioco e dovevo giocare. Nel giro di qualche secondo ho cominciato a ricevere le notifiche dei primi “Mi piace”, ancora qualche minuto ed ecco i commenti. Il primo è stato di Annalisa che, conoscendomi molto bene, ha subito tentato di smascherarmi: “Vabbè dai, è un pesce d’aprile!” ma, proprio quando credevo che il mio pesce d’aprile cominciasse a puzzare, ecco la mail che non t’aspetti. Stafania, amica di Lugano che, in privato, mi ha fatto la classica offerta che non si puo’ rifiutare: “Anch’io ho fatto lo stesso scherzo… che ne dici di fidanzarci per un giorno?”. Ovviamente non mi sono fatto pregare e, così, ho presentato la mia “ragazza ufficiale” agli amici di Facebook, lasciandomi andare a frasi smielate ed annunciando pubblicamente che, presto, si sarebbe trasferita da me. Apriti cielo. Messaggi su messaggi, pubblici e privati, d’incredulità e di approvazione. Romanticisti contro illuministi, anzi, antiromanticisti militanti. Fantastico. Due esempi delle rispettive fazioni? Veronica che, evidentemente felice per la notizia, scrive: “non ci posso credere, il fidanzato d’Italia si è impegnato. Allora dev’essere una cosa seria, un abbraccio!”, e Livia, che commenta con un laconico: “Lasciami almeno portare via la bottiglia di champagne che ti ho lasciato in frigorifero”. Scherzo divertente, a tratti esilarante, certo, ma sarei ipocrita se non dicessi che, dopo un po’, l’ilarità ha lasciato spazio ad un sottile velo di malinconia. Magari facciamo fatica ad ammetterlo, ma ciascuno di noi, per quanto entusiasta della propria vita da single, dei suoi spazi e di quell’equilibrio riconquistato con tanta fatica, beh, accarezza la speranza che un giorno, prima o poi, arrivi qualcuna in grado di fargli battere il cuore che ha nel petto. E non quello stilizzato del profilo di Facebook.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>onte: L&#8217;Ordine del 2 aprile 2011</p>
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		<title>E&#8217; giunta l&#8217;ora del ricambio: tre mandati e fine dei doppi incarichi</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 16:26:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/09/e-giunta-lora-del-ricambio-tre-mandati-e-fine-dei-doppi-incarichi/' addthis:title='E&#8217; giunta l&#8217;ora del ricambio: tre mandati e fine dei doppi incarichi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Il sindaco di Firenze ha fatto questa proposta in seno al suo partito, il PD. E' una buona idea. Anche nel PDL esiste la necessità di valorizzare i giovani meritevoli.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2010/09/e-giunta-lora-del-ricambio-tre-mandati-e-fine-dei-doppi-incarichi/' addthis:title='E&#8217; giunta l&#8217;ora del ricambio: tre mandati e fine dei doppi incarichi ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/09/e-giunta-lora-del-ricambio-tre-mandati-e-fine-dei-doppi-incarichi/' addthis:title='E&#8217; giunta l&#8217;ora del ricambio: tre mandati e fine dei doppi incarichi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/09/generazione-italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-510" title="generazione italia" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/09/generazione-italia-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Il sistema politico è in crisi. Affermazione lapalissiana, non v’è dubbio, ma tristemente certificata dagli’innegabili travagli interni ai due maggiori partiti presenti sulla scena nazionale, il Pdl ed il Pd (o Pdl senza l, come viene beffardamente schernito da una moltitudine di scontenti).</p>
<p>Inutile dire che, per ovvi motivi, mi stanno molto più a cuore le sorti del Popolo della Libertà che non quelle del Partito Democratico anche se, nel quadro di una democrazia bipolare forte e sana, sarebbe auspicabile che entrambi i protagonisti della scena politica godessero di ottima salute, se non altro perché è proprio dalle loro fila che provengono i componenti della classe dirigente del Paese, a tutti i livelli.</p>
<p>Già, la classe dirigente. Vera e propria nota dolente della cosiddetta Seconda Repubblica &#8211; tranne rare eccezioni, ci mancherebbe – figlia di quel ricambio generazionale vanamente evocato in periodi elettorali e puntualmente abortito ad urne chiuse. Argomento assai scottante, sul quale si è esposto Matteo Renzi (giovane Sindaco di Firenze) che, in un’intervista a Repubblica, ha detto esplicitamente di voler “rottamare” l’intera classe dirigente del PD, appellandosi ad un articolo dello statuto che prevede l’impossibilità di essere ricandidati dopo tre mandati.</p>
<p>Posizione certamente interessante e condivisibile che, com’era facilmente prevedibile, ha irritato non poco la giurassica nomenklatura piddina, che è talmente fuori dalla realtà (ed i risultati sono li a dimostrarlo) da ritenersi al di sopra di qualsiasi giudizio, anche quello degli elettori. Sì, perché va detto, ed è sempre bene ricordarlo, che i rappresentanti della gauche nostrana sono da sempre affetti da quel complesso di superiorità che li porta a snobbare chiunque non li voti derubricando l’italiano medio, nel migliore dei casi, ad un povero ignorantello fuorviato dalle  malefiche televisioni berlusconiane.</p>
<p>Ma, come dicevo all’inizio, i problemi li abbiamo anche nel Pdl e, se non vogliamo vivere di rimpianti (Gianfranco Fini docet), almeno noi giovani dobbiamo trovare il coraggio di non limitarci a dircelo nei corridoi o al telefono, ma a viso aperto. Proprio come ha fatto Renzi. Tanto per cominciare, bisogna osservare che esiste un serio problema nella qualità media della nostra classe dirigente che, nella maggior parte dei casi, deriva dalla mancanza di un vero criterio di selezione.</p>
<p>Qualche esempio concreto? Certamente, con tanto di nomi e cognomi. Cominciamo con Giorgio Stracquadanio che, nei giorni scorsi, ha candidamente affermato che non troverebbe nulla di strano nel fatto che le donne, per fare carriera politica, venissero selezionate in base alla loro avvenenza fisica. E chissenefrega se ci sono migliaia di militanti che, da anni, lavorano per il partito, fanno campagne elettorali ed amministrano circoscrizioni, comuni e province. Semplicemente raccapricciante, tanto più se consideriamo che Stracquadanio, oltre ad essere Deputato, è anche consigliere del Ministro dell’Istruzione.</p>
<p>Per continuare potremmo parlare di Nicole Minetti, neo consigliere alla Regione Lombardia, eletta nel listino bloccato di Formigoni. Cos’avrà mai fatto la giovane Minetti per meritarsi un posto sicuro in regione, senza nemmeno doversi fare un giorno di campagna elettorale? Si sarà distinta nella sua esperienza di militanza nel partito? Avrà conquistato, a suon di preferenze, un seggio in qualche consiglio comunale? Niente di tutto questo. Eppure, la bella Nicole è li. Tengo a precisare che non ho assolutamente nulla di personale contro di lei ma, come dicevo prima, rappresenta il classico caso stigmatizzato da tutti, all’unanimità. Sì, ma sempre ben al riparo dai taccuini dei giornalisti.</p>
<p>Ringraziando il cielo uno degli esempi opposti ce l’abbiamo in casa, e mi riferisco al Senatore Butti che, nonostante una legge elettorale sulla quale ci sarebbe molto da dire, non solo ha sempre mantenuto vivo il suo legame con il territorio, ma è anche la dimostrazione lampante di come, in politica, si possano raggiungere certi livelli attraverso quelle che definirei “le due M irrinunciabili” nel dna di chi si candida a diventare classe dirigente: Merito e Militanza.</p>
<p>Ed è certamente dalle “due M irrinunciabili” che deve rilanciarsi il nostro partito, a partire dalla nostra Como, il “Mugello del centrodestra”. Infatti, se il Pdl ha davvero l’ambizione di costruire un progetto di ampio respiro, in grado di liberare le energie positive di questo nostro splendido territorio e di regalare un futuro radioso ai nostri figli, beh, non puo’ che raccogliere la sfida del cambiamento.</p>
<p>Per cambiamento intendo il superamento delle logiche dei doppi incarichi e dei mandati infiniti: consiglieri comunali che siedono anche nei consigli d’amministrazione, giunte composte sempre dalle stesse persone e liste elettorali raramente aperte al nuovo. Bisogna, finalmente, prendere coscienza del fatto che una svolta di questo tipo è d’importanza vitale perché nuove persone significano nuove idee, nuovi progetti, nuove soluzioni ai problemi e, soprattutto, nuovi stimoli.</p>
<p>Concetti sostenuti con forza anche dal Presidente Berlusconi che, nel suo intervento ad Atreju (la festa dei giovani del Pdl), ha ribadito la sua ferma intenzione di dare vita ad una vera e propria rivoluzione generazionale per rilanciare il partito unico del centrodestra. Non vediamo l’ora.</p>
<p>Alessandro Nardone per L&#8217;Ordine del 25 settembre 2010</p>
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		<title>Casa e impiego? Ma se non riusciamo a trovare manco la ragazza</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 23:34:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/05/casa-e-impiego-ma-se-non-riusciamo-a-trovare-manco-la-ragazza/' addthis:title='Casa e impiego? Ma se non riusciamo a trovare manco la ragazza '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>I maschi subiscono (precocemente) il fascino delle ragazzine, le femmine inseguono quelli più maturi ma alla fine restano "zitelle": il posto fisso manca anche in amore<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2010/05/casa-e-impiego-ma-se-non-riusciamo-a-trovare-manco-la-ragazza/' addthis:title='Casa e impiego? Ma se non riusciamo a trovare manco la ragazza ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/05/casa-e-impiego-ma-se-non-riusciamo-a-trovare-manco-la-ragazza/' addthis:title='Casa e impiego? Ma se non riusciamo a trovare manco la ragazza '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/05/5853c18300d63c3d4ea4f356a1c59e03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-470" title="trentenni" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/05/5853c18300d63c3d4ea4f356a1c59e03-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Di paradossi, la nostra società, ne ha da vendere. In ogni ambito. Riflettendoci, viene da pensare che, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, siano tutti figli di quello che potremmo definire il paradosso primordiale, ovvero che in un tessuto sociale in possesso di un retaggio storico-culturale di tradizione millenaria si siano sostanzialmente smarriti, in gran parte, valori e punti di riferimento. Eppure, noi che almeno volendo ne avremmo a bizzeffe, ci siamo ridotti ad una costante mitizzazione di personaggi che, nel migliore dei casi, rappresentano il vuoto pneumatico. Mentre, paradosso nel paradosso, un Paese anagraficamente più giovane e teoricamente frammentato come gli Stati Uniti è riuscito a costruire, attorno alla sua seppur breve storia, una ben maggiore coesione nazionale, spesso capace di unire gran parte del suo popolo in un sincero sentimento di amor patrio. Figlio di dosi assai massicce di retorica, certo, ma pur sempre utile a cementare i pochi o tanti paletti che delimitano i confini socio culturali di quella che è unanimemente considerata la più grande democrazia del pianeta. Per quanto generica, questa premessa, getta le basi per arrivare all’argomento su cui voglio andare a parare, ovvero le oggettive difficoltà che riscontrano le ragazze ed i ragazzi della mia generazione nel relazionarsi tra loro. Ovviamente mi riferisco ai trentenni che, qualcuno potrebbe giustamente eccepire, sono da considerarsi donne e uomini, altro che ragazzi. Eccezione che, tecnicamente, non farebbe una piega, se solo non vivessimo in un paese incardinato su un sistema di chiara matrice gerontocratica, in cui se non hai cinquant’anni sei considerato troppo giovane e, quindi, inaffidabile. A tutti i livelli. Da ciò  e dalla mancanza di valori di cui parlavo prima deriva, almeno in parte, quell’insicurezza di fondo che spinge tanto noi uomini quanto le donne di quella fascia d’età a giocare costantemente in difesa, atteggiamento che si traduce nella convinzione (spesso illusoria) che la chiave della nostra felicità vada cercata altrove. Sì, ma dove? Volendo semplificare, diciamo che tendenzialmente l’uomo e la donna vanno a caccia dell’altra metà del cielo imboccando sentieri diametralmente opposti. Infatti, mentre l’uomo si sente maggiormente attratto dalle ragazze più giovani, la donna è più stimolata dal maschio adulto. Nell’ambito di questo schema che sa molto di Quark e Piero Angela, risulta del tutto evidente che l’età del bivio sia quella dei fatidici trenta, vero e proprio spartiacque tra coloro che riusciranno a mettere su famiglia e chi, invece, è destinato a navigare per chissà quanto nel mare magnum dell’incertezza, quantomeno sentimentale. A detta di molti, quest’incomunicabilità cronica altro non è che il prodotto dell’eccesso di comunicazione dei giorni nostri. Altro paradosso, altra verità. Io stesso posso ormai considerarmi “dipendente” da internet, che consumo in dosi massicce soprattutto sotto forma di newtork sociale. Facebook, tanto per intenderci. Allora, già che c’ero, ieri sera ho pensato di fare buon viso a cattivo gioco sfruttando l’infernale marchingegno per chiedere direttamente ai miei amici virtuali cosa pensassero di quest’argomento. Risultato? Oltre quaranta messaggi (tra pubblici e privati) nel giro di dodici ore, di cui un buon 80% proveniente da rappresentanti del gentil sesso. Diciamo che, tutto sommato, esiste un comune sentire, ma con sfumature diverse, evidentemente figlie delle esperienze personali. Ad esempio, mentre Sissi afferma che “I dolori pregressi portano al congelamento delle emozioni che induce i trentenni a credere che non troveranno mai l’anima gemella”, Emanuela fa autocritica rispetto all’indipendenza delle donne: “Siamo diventate troppo indipendenti e probabilmente non sappiamo ancora come gestirla questa indipendenza o, forse, ci ha rese troppo aggressive e l’uomo non gradisce mettersi in competizione con noi”. Certo, Sissi ed Emanuela hanno focalizzato due elementi fondamentali nell’economia di questa discussione affermando, tra le righe, che noi uomini saremmo troppo poco coraggiosi, perchè spaventati dalle responsabilità che comporterebbe un rapporto con una nostra coetanea, mentre troveremmo molto più attraente la spensieratezza di una ventenne. Il ragionamento, per certi versi, ci puo’ anche stare ma cosa pensano, da par loro, i ragazzi? Il commento più diretto ed efficace è certamente quello di Filippo, che, di primo acchito, parrebbe tradire un punta di machismo: “Balle! Se una storia, intorno ai trenta non va, è perché io trentenne sfigato non mi metterò mai con te sfigata zitella, che hai tutto cadente: il culo, le tette, la faccia, l’umore, l’autostima e persino la conversazione. Io mi voglio mettere con le veline che vedo ogni sera in televisione! Giovani, sorridenti, alte, con tette sode e culi altissimi, perché le ho aspettate tanto tempo e ora me le merito!”. Una provocazione volutamente tranchant, quella di Filippo, ma fino ad un certo punto. Insomma, volendo provare a tirare le somme, è davvero così difficile, al giorno d’oggi, andare d’accordo tra trentenni? Non è che, forse forse, dovremmo tentare di essere tutti un po’ meno cervellotici? Molto probabilmente la verità assoluta non verrà mai a galla ma, se posso dire la mia, quella che più ci si avvicina è certamente Manuela, citando il titolo di un film: “La verità è che non gli piaci abbastanza”. Sicuri che, in fondo, non sia proprio così?</p>
<p>Alessandro Nardone per <a href="http://www.lordine.it" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.lordine.it?referer=');">L&#8217;Ordine</a> del 26 maggio 2010</p>
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		<title>UN COMASCO SMASCHERA CERTA STAMPA DI SINISTRA</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 23:14:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/01/un-comasco-smaschera-certa-stampa-di-sinistra/' addthis:title='UN COMASCO SMASCHERA CERTA STAMPA DI SINISTRA '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Ci voleva un 33enne comasco per smascherare certa stampa di sinistra, finendo sulle pagine di un settimanale nazionalpopolare. Lui è Alessandro Nardone, già consigliere comunale di Como per il Pdl. Un paio di mesi fa ha pubblicato il suo primo romanzo, Ti odio da morire, il titolo, ambientato a Como e con una protagonista femminile [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2010/01/un-comasco-smaschera-certa-stampa-di-sinistra/' addthis:title='UN COMASCO SMASCHERA CERTA STAMPA DI SINISTRA ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/01/un-comasco-smaschera-certa-stampa-di-sinistra/' addthis:title='UN COMASCO SMASCHERA CERTA STAMPA DI SINISTRA '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/alessandro-nardone-novella-2000.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-311" title="alessandro nardone - novella 2000" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/alessandro-nardone-novella-2000-300x142.jpg" alt="" width="300" height="142" /></a>Ci voleva un 33enne comasco per smascherare certa stampa di sinistra, finendo sulle pagine di un settimanale nazionalpopolare. Lui è Alessandro Nardone, già consigliere comunale di Como per il Pdl. Un paio di mesi fa ha pubblicato il suo primo romanzo, Ti odio da morire, il titolo, ambientato a Como e con una protagonista femminile bella, spregiudicata e perfida, Sylvie Giustinetti. E appena il libro è uscito l’infaticabile Nardone – ben sapendo che un libro è più o meno come un paio di scarpe: oltre a scriverlo e pubblicarlo bisogna anche farlo vendere – Nardone si è inventato qualcosa per promuoverlo, ossia renderlo più visibile. Prima l’ha messo sotto il naso ai 3047 (a ieri sera) amici che si è conquistato e coccolato su Facebook, quindi nel suo blog ItalianPeople.info ha pubblicato un’intervista alla immaginaria Sylvie. E cosa c’è di meglio per attirare lì attenzione che tirare in mezzo la politica? Così la perfida Sylvie, tra una risposta e l’altra, ha informato che un ministro dell’attuale governo sarebbe stato disposto ad aiutarla nella carriera politica se lei lo avesse sculacciato. In tempi di gossip e pettegolezzi “governativi” come quelli che corrono, immaginatevi l’effetto sortito dalla cosa. La notizia qualche giorno dopo è stata ripresa da “Il Riformista”, quotidiano di sinistra, che l’ha utilizzata in chiave anti Berlusconi: “Santo e puttaniere” il titolo, e accanto una bella fotografia del Premier. Ma non è finita. Perché su Facebook due politici di un certo calibro si sono sentiti in dovere di intervenire: Bobo Craxi per specificare che il politico in questione non era lui; e Francesco Storace per inviare un “Mitica!” all’intervistata. Un consigliere regionale (ma Nardone non vuol far nomi) si è invece fatto vivo con Sylvie per chiederle un appuntamento. Il rotocalco Novella 2000 nel numero in edicola ha raccontato la storia, con tanto di foto di Sylvie – foto non veritiera, naturalmente – e quella di Alessandro Nardone. Al quale vanno i nostri complimenti. E, scommettiamo, non è finita qui.</p>
<p>Fonte: L&#8217;Ordine del 1 agosto 2009, prima pagina</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2010/01/un-comasco-smaschera-certa-stampa-di-sinistra/' addthis:title='UN COMASCO SMASCHERA CERTA STAMPA DI SINISTRA ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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