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	<title>.:: ALESSANDRO NARDONE &#124; Nel Popolo della Libertà ::. &#187; alleanza nazionale</title>
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		<title>E’ ora di guardarci in faccia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 23:11:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A bocce ferme e, soprattutto, ad elezioni vinte, si ragiona meglio.  Non c’è dubbio. Allora vale la pena fermarsi un attimo per fare il punto  di una situazione, quella del PdL, che merita di essere approfondita  con obbiettività e schiettezza. Visto che non vogliamo in alcun modo  essere fraintesi, è giusto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/04/fini-berlusconi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-413" title="fini-berlusconi" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/04/fini-berlusconi-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>A bocce ferme e, soprattutto, ad elezioni vinte, si ragiona meglio.  Non c’è dubbio. Allora vale la pena fermarsi un attimo per fare il punto  di una situazione, quella del PdL, che merita di essere approfondita  con obbiettività e schiettezza. Visto che non vogliamo in alcun modo  essere fraintesi, è giusto che il ragionamento parta da una premessa:   sarebbe ipocrita affermare che nel partito unico del centrodestra va  tutto bene e, allo stesso modo, sarebbe da Tafazzi teorizzare l’esatto  contrario. Fatto sta che, nonostante la prospettiva di tre anni di  tregua elettorale, le diverse componenti, pur con toni più sfumati  rispetto a prima, abbiano ripreso a fare a gara per differenziarsi l’una  dall’altra con l’aggravante che, nella stragrande maggioranza dei casi,  lo fanno discutendo di questioni completamente campate per aria,  boutade che durano giusto il tempo di un lancio Ansa. Il problema è che  mentre i think tank ed i rispettivi colonnelli passano le giornate a  darsele di santa ragione sui giornali, c’è un partito, la Lega, che  lavora costantemente sul territorio, erodendo al PdL un numero sempre  maggiore di consensi. Ovviamente molti dei “pensatori” di cui accennavo  poc’anzi si sono affrettati a liquidare, con atteggiamento superficiale e  snobistico, il successo del partito di Bossi. Attenzione, perché si  tratta della stessa superficialità con la quale i cosiddetti radical  chic si sono ostinati, per anni, a snobbare la destra ed “il fenomeno  Berlusconi”, trascinando la sinistra ad anni luce dalle reali esigenze  della gente e, di conseguenza, all’attuale sfascio politico. Una destra,  quella dell’Alleanza Nazionale pre-elefantino, in odore di sorpasso su  Forza Italia ed in possesso dell’autorevolezza necessaria per dettare i  temi dell’agenda politica mentre la Lega, indaffarata a riempire ampolle  in riva al Po, appariva ben lontana da quel processo di maturazione  politica del quale oggi è protagonista. Il paradosso è che la banda  Bossi ha costruito le sue fortune facendo proprie le battaglie che la  destra aveva dapprima sdoganato e poi abbandonato, riuscendo a mettere  all’angolo militanti e dirigenti di Alleanza Nazionale che, soprattutto  al Nord, si vedevano costretti a profondere gran parte delle proprie  energie per spiegare alla gente che le posizioni del partito erano  rimaste immutate e che, su alcuni temi, Fini si esprimeva a titolo  personale. Ecco spiegato come la Lega, a poco a poco, abbia saputo  sfilare ad Alleanza Nazionale quello status di “originale” di cui il  Presidente della Camera continua a dire di non voler essere la  fotocopia. Ma ora passiamo all’area di Forza Italia e, quindi, al  Presidente Berlusconi, la cui leadership è indicussa e indiscutibile. Ci  mancherebbe altro. Però, proprio in virtù della stima e dell’affetto  che nutriamo nei suo confronti, ci sentiamo in dovere fargli qualche  appunto su alcune sue decisioni. D’altra parte gli amici veri non sono  quelli abituati a fare sempre di si con la testa, ma quellì che hanno il  coraggio (per non dire le palle) di dire le cose come stanno. Allora, a  campagna elettorale conclusa, come si puo’ rimanere indifferenti di  fronte a candidature come quella di Nicole Minetti, arrivata dal nulla  ed inserita nei primissimi posti del listino bloccato del Presidente  Formigoni? Ecco, questo è uno dei classici argomenti di cui tutti si  lamentano nei corridoi, salvo poi mordersi la lingua quando si tratta di  parlarne in veste ufficiale. Eppure nel partito c’è una base che, su  temi come questo ed il disastro della presentazione delle liste, si  aspetta delle risposte. Possibilmente seguite dai fatti, in mancanza dei  quali sarà assai difficile spiegare ai nostri giovani perché dovrebbero  rimboccarsi le maniche e darsi da fare per il partito, quando poi lo  strumento della meritocrazia viene costantemente messo da parte. A  nostro modestissimo avviso in questo momento conviene guardarsi negli  occhi e sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, anche perché  l’alternativa sarebbe quella di far finta di niente e di interiorizzare i  problemi, salvo poi rinfacciarli alla prima occasione. Con le  conseguenze che possiamo immaginare.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
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		<title>L’alba del Popolo della Libertà</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 20:11:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dado è tratto, finalmente. I più davano ormai per scontata una campagna elettorale scialba, priva di sucitare un reale interesse nel Paese per via del diffuso sentimento di antipolitica con il quale Prodi e soci sono stati capaci, con i loro disastri, d’ infettare la nostra società. Molto probabilmente questa previsione si sarebbe avverata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/Berlusconi_611173a.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-209" title="Berlusconi_611173a" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/Berlusconi_611173a-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Il dado è tratto, finalmente. I più davano ormai per scontata una campagna elettorale scialba, priva di sucitare un reale interesse nel Paese per via del diffuso sentimento di antipolitica con il quale Prodi e soci sono stati capaci, con i loro disastri, d’ infettare la nostra società. Molto probabilmente questa previsione si sarebbe avverata se due grandi persone come Berlusconi e Fini non avessero avuto il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo realizzando un sogno che sembrava, nostro malgrado, destinato a rimanere tale: la casa comune del Popolo della Libertà. Un passo di portata storica, capace di scaldare il cuore di ognuno di noi, perchè ci restituisce una prospettiva di ampio respiro nel nome di valori e principi comuni cementati da anni di militanza e partecipazione fianco a fianco, gomito a gomito. <em><strong>Storie diverse che si sono unite quattordici anni fa in un orizzonte comune, che si è fatto via via sempre più nitido, fino ad oggi, all’alba in cui sta sorgendo il Popolo della Libertà.</strong></em> Sono il primo a comprendere l’emozione di qualcuno perchè, vivaddio, siamo persone che hanno sempre vissuto la politica con il cuore, orgogliosi della propria identità, della propria storia. Una storia fatta di militanza, di coerenza e di coraggio, perchè questo è il momento di ricordare che se oggi possiamo celebrare la nascita di una grande forza di centrodestra è anche e soprattutto grazie a tutte quelle ragazze e quei ragazzi che difendevano le proprie idee nelle fila del Movimento Sociale, quando combattere il comunismo e sventolare il Tricolore, nella nostra amata Italia, voleva dire rischiare la vita. Rischiare la vita a vent’anni, per un ideale, in difesa di valori per noi tutt’oggi inestimabili… beh, c’è chi la vita l’ha persa per davvero, ragazzi che hanno pagato il prezzo più alto in nome delle idee e dei valori che oggi, grazie al loro sacrificio, sono condivisi dalla stragrande maggioranza del Popolo Italiano. Adesso dovremo essere capaci anche noi di gettare il cuore oltre l’ostacolo, condividendo questa scelta coraggiosa, e supportandola con tutti noi stessi affinchè quest’occasione non vada persa. Per quanto riguarda i vertici, beh, da loro mi aspetto che questa sia solo la prima di tante altre scelte coraggiose, a cominciare da quel ricambio generazionale che aspettiamo da ormai troppo tempo, largo ai giovani, quindi, magari adottando il criterio delle Quote Giovani, garantendo agli “over trentacinque” il 30% dei posti utili in lista.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>11 febbraio 2008</p>
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		<title>Fini demolisce il “Vassallum”</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 19:43:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/112879.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-233" title="112879" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/112879-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>“Il Vassallum è un’autentica legge truffa, che porterebbe a gravi conseguenze nella reale rappresentatività del Paese”, Gianfranco Fini apre così i lavori dell’Assemblea di Alleanza Nazionale, questa mattina a Roma. Un autentico fiume in piena, come nessuno si aspettava visto che, nei giorni scorsi, la polemica con Berlusconi sembrava essere sulla strada dell’archiviazione. Nulla di più sbagliato, perchè il leader della destra, oltre al Vassallum, ha attaccato direttamente anche Berlusconi ed il nascituro Popolo della Libertà, ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda la legge elettorale Fini ha annunciato che il suo partito è pronto a fare ostruzionismo in parlamento contro la legge proposta da Veltroni con il consenso di Berlusconi: “Una autentica legge truffa che vedrebbe la dura opposizione di An e di tutti, perché reagirebbero anche Bossi, Casini, Bertinotti e tutti coloro che nel Pd non digeriscono l’archiviazione del bipolarismo”. “Se Berlusconi pensa di fare l’asso pigliatutto degli elettori di centro destra con una legge come la Vassallo è meglio che se lo tolga dalla testa – puntualizza Fini – perché una legge siffatta in Parlamento non passerà mai”. Fini è ancora più chiaro quando aggiunge che “con i tempi che ci sono l’opposizione di An può arrivare fino all’ostruzionismo e se un gruppo come il nostro si mette di traverso con la solidarietà degli altri di leggi elettorali di quel tipo non se ne fanno”. Quindi Fini spiega che “per Alleanza Nazionale non è inaccettabile il proporzionale, ma una legge che lasci le mani libere prima del voto e in base alla quale se i due partiti maggiori prendono 100 mila voti hanno tre deputati, mentre gli altri partiti con 100 mila ne hanno uno. La legge elettorale deve essere bipolare e riprodurre nel numero di seggi parlamentari il reale consenso che ogni partito ha nel paese”. Fini affronta anche l’altro tema scottante, quello del partito unico del centrodestra, e lo fa nel modo più esplicito possibile: ”Spero che sia per tutti chiaro che, almeno per me, non esiste alcuna possibilità che Alleanza Nazionale si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi, del quale non si capiscono valori, programmi, classe dirigente. Non ci interessa la prospettiva di entrare in un indistinto partito delle libertà”. Gianfranco Fini sottolinea di avere usato “parole volutamente chiare” per chiudere la porta in faccia a Berlusconi, che lo invita ad entrare nella sua nuova creatura politica. “Non per ammutinamento, non per lesa maestà lo avevo invitato sul ‘Corriere’ e su ‘Repubblica’ a dialogare sulla legge elettorale a riconoscere gli errori di noi tutti, e fare un salto in avanti e non cambierei un solo aggettivo, una sola parola di quelle interviste che non erano sbagliate, ma soltanto da fare prima”. “Lui che adesso accetta di discutere sulla legge elettorale, ci ha risposto senza rispetto – va avanti Fini – e quasi sfidando il ridicolo ci ha detto ‘ho fondato il Pdl, scioglietevi, bussate, venite e vi sara’ aperto…’ comportarsi in questo modo non ha a che fare con il teatrino della politica, significa essere alle comiche finale”. Più chiaro di così!</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>9 dicembre 2007</p>
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		<title>Fini e Veltroni non lo dicono, ma hanno stretto l’accordo per il referendum</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 19:22:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/4832c59f527ae_zoom.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-218" title="4832c59f527ae_zoom" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/4832c59f527ae_zoom-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>Non l’hanno detto esplicitamente, per carità. Entrambi devono dilatare il più possibile i tempi dell’annuncio, per tenere buoni i rispettivi alleati che il referendum non lo vogliono nemmeno sentir nominare ma con l’incontro di oggi, Gianfranco  e Walter, hanno di fatto sancito il loro impegno per cambiare la legge elettorale con lo strumento popolare che, tra l’altro, proprio oggi ha passato l’esame della Cassazione. Quando si dice il destino. Un accordo che parte da lontano, quello tra Fini e Veltroni, da una campagna referendaria che ha visto il Presidente di Alleanza Nazionale in prima linea nella raccolta delle firme e, a fargli da sponda, il Sindaco di Roma, durante la conferenza stampa per la presentazione del suo ultimo libro alla quale invitò, guarda caso, proprio Gianfranco. Quel giorno, i due leaders, a margine di una discussione sugli anni di piombo (in cui il libro, “La scoperta dell’alba”, è ambientato), si confrontarono anche sulla prospettiva referendaria, trovandosi perfettamente d’accordo. Ora si tratta di aspettare le prossime mosse di Silvio, al quale la legge elettorale che ne scaturirebbe non dispiace affatto ma che, al tempo stesso vorrebbe tenersi buona la Lega, che vede il referendum come il fumo negli occhi. Dall’altra parte, nella posizione più scomoda, c’è Prodi, che deve fare i conti con i Mastella ed i Bertinotti che hanno già affermato che in caso di referendum farebbero cadere il governo. Ora, sia Fini che Veltroni hanno interesse ad arrivare al referendum, per due motivi diversi ma per un fine comune: le elezioni. Infatti, con il referendum, Fini, avendolo sostenuto sin dall’inizio, risulterebbe il vincitore morale di questa battaglia e potrebbe finalmente dettare le condizioni per un accordo a Berlusconi che, per vincere, non potrebbe certo pensare di fare a meno di Alleanza Nazionale. Dall’altra parte, Veltroni, si sbarazzerebbe della scomoda e impopolare compagine governativa di Prodi per poi presentarsi come candidato premier alle elezioni politiche, anch’egli dettando precise condizioni ai suoi cespugli. Insomma, un vero e proprio effetto domino che porterebbe alla tanto agoniata svolta di governabilità e stabilità di cui abbiamo tutti un disperato bisogno.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>26 novembre 2007</p>
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		<title>GLI ISLAMICI TORNANO IN BORGOVICO</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 17:45:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/moschea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-49" title="moschea" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/moschea-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>«In via Borgovico gli islamici sono tornati a pregare. Questa situazione è inaccettabile». A denunciare ancora una volta il rischio di una via Domenico Pino-bis all&#8217;altro capo della città è il consigliere di Alleanza Nazionale, Alessandro Nardone. Lo ha fatto ieri, dopo che ancora una volta alcuni residenti nella zona lo hanno personalmente contattato per segnalare i movimenti nel locale al piano terra di un palazzo della via. Lo stesso consigliere racconta quello che si sarebbe verificato di prima mattina. «Fin dalle 6 &#8211; dice Nardone &#8211; dai locali già utilizzati dagli islamici come centro culturale si avvertivano nitidamente provenire canti e preghiere in arabo. La cosa è stata notata da più residenti, visto che nelle stesse ore c&#8217;è stato un vero e proprio assembramento di persone sul marciapiede antistante l&#8217;edificio». Stando alle testimonianze raccolte, la preghiera degli islamici presenti in via Borgovico sarebbe proseguita per oltre tre ore. «Almeno fino alle 9 del mattino &#8211; conferma Nardone &#8211; E il dato è confermato dal fatto che proprio intorno a quell&#8217;ora dai locali della presunta associazione islamica sono uscite decine di persone». Il fatto che proprio ieri cadesse la giornata della tradizionale Festa del sacrificio e del ringraziamento islamica ha dato ulteriore corpo all&#8217;ipotesi che si sia svolta una vera e propria preghiera nei locali in questione. Viste anche le precedenti prese di posizione per una intensificazione dei controlli in zona, Nardone si appella nuovamente alle autorità cittadine. «Nessuno vuole perseguitare la comunità islamica &#8211; afferma il consigliere comunale di Alleanza Nazionale &#8211; però mi rivolgo direttamente al sindaco di Como, al questore e al prefetto affinché la situazione di via Borgovico venga tenuta costantemente sotto controllo. Le denunce dei residenti ormai sono molte e tutte documentate, quindi non si può fare finta di nulla». A dare ulteriore corpo alla protesta, anche la voce del consigliere della Lega Nord, Guido Martinelli, che come il capogruppo leghista, Maurizio Faverio, è stato messo al corrente dei movimenti nella via ancora una volta dai residenti. «La nostra attenzione su ciò che accade in via Borgovico è altissima &#8211; dice Martinelli &#8211; come dimostra la mozione presentata in Comune per chiedere maggiori controlli su tutti i presunti luoghi di preghiera islamici in città». La richiesta proveniente dal Carroccio è di evitare che mancati provvedimenti tempestivi possano generare situazioni conflittuali come quella di Camerlata. «L&#8217;amministrazione comunale e le altre forze preposte al controllo del territorio &#8211; afferma Martinelli &#8211; non devono dare l&#8217;idea di affrontare senza convinzione il problema. Il lassismo genera situazioni ingestibili, come in via Pino. È invece il momento di prestare la massima attenzione e di avviare immediatamente i controlli del caso».</p>
<p>di Emanuele Caso</p>
<p>Fonte: Corriere di Como dell&#8217;11 gennaio 2006</p>
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		<title>LETTERA APERTA AL PRESIDENTE FINI</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 17:28:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimo Presidente, chi Le scrive è un ragazzo di trent’anni che è cresciuto militando, assai orgogliosamente, nella splendida famiglia di Alleanza Nazionale. Altrettanto orgogliosamente posso affermare che se AN è la mia vera e propria “famiglia politica” Lei, agli occhi e nel cuore delle ragazze e dei ragazzi della mia generazione, è senza dubbio alcuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/Finii.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-185" title="Finii" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/Finii-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>Carissimo Presidente, chi Le scrive è un ragazzo di trent’anni che è cresciuto militando, assai orgogliosamente, nella splendida famiglia di Alleanza Nazionale. Altrettanto orgogliosamente posso affermare che se AN è la mia vera e propria “famiglia politica” Lei, agli occhi e nel cuore delle ragazze e dei ragazzi della mia generazione, è senza dubbio alcuno il nostro “padre politico”. Padre e punto di riferimento per migliaia di giovani che si sono fatti uomini crescendo nelle Federazioni, per i quali non si poneva nemmeno il dubbio se fosse stato meglio trascorrere una serata al bar con gli amici o attaccando manifesti. Una generazione che ricorda con emozione i Suoi celebri dibattiti televisivi in cui si contrapponeva a Rutelli nella corsa a Sindaco di Roma. A pensarci sembra ieri, ma sono passati tredici anni. Era il 1993, l’anno di una svolta che L’ha vista camminare sulle macerie del vecchio e corrotto regime partitocratrico riuscendo ad imporre se stesso ed il Partito sulla scena politica nazionale, l’anno in cui grazie a quei Suoi accesi dibattiti televisivi, io e molti altri giovani di allora decidemmo che era giunto il momento d’impegnarci in prima persona per combattere al Suo fianco. In tutti questi anni ognuno di noi ha seguito il proprio percorso politico e umano, in modi e tempi differenti, ma sempre orientato da quell’imprinting di valori che Lei ed il Partito siete stati capaci di trasmetterci. Oggi, in uno scenario politico sotto molti aspetti desolante, si è finalmente tornati a discutere dei contenuti e non del contenitore, con la prospettiva di dar vita ad una nuova Destra che sia in grado di interloquire con tutti i mille rivoli della società civile. A giudicare dagli innumerevoli mal di pancia che sta provocando questa sinistra scellerata, i presupposti e lo spazio non mancano di certo e nemmeno mancano le intelligenze, anzi. Sarò sincero fino in fondo, Presidente, quello che a mio modesto avviso più è mancato negli ultimi anni è stato soprattutto il dialogo con i diversi strati del nostro tessuto sociale, non riuscendo a fare nostre gran parte delle istanze della gente. Aspetto che, paradossalmente, è sempre stato uno dei punti di forza della Destra, ma che abbiamo trascurato per inseguire logiche che “la sciura Maria” sente lontane anni luce dal suo vivere quotidiano. Non sono certo uno sprovveduto, e sono consapevole che l’intera classe dirigente del Partito si è dedicata anima e corpo all’onerosa attività di governo, ma dobbiamo renderci conto che è indispensabile creare una struttura di partito che sia in grado di camminare con le proprie gambe se il nostro obbiettivo è quello di consolidare e non di rincorrere avversari ed alleati sul nostro stesso terreno. A mio parere, Presidente, questo è un periodo cruciale per Alleanza Nazionale e per l’intera coalizione di centrodestra, il Governo Prodi pare quel malato terminale che cerca di sfruttare le sue ultime ore per cercare di sistemare amici e parenti ma noi, l’opposizione, non siamo più in grado di trasmettere quella compattezza che ci ha sempre contraddistinti: Berlusconi pare demotivato, Casini e l’Udc parlano un giorno sì e l’altro pure di leadership e della Lega non è rimasta traccia. In questo quadro prenda Lei, Presidente, l’iniziativa politica e dica agli italiani che questa Destra non ha alcuna intenzione di mollare, per nessuna ragione al mondo. Sferzi i nostri alleati, se necessario li metta con le spalle al muro, e faccia capire loro che è giunto il momento di costruire le fondamenta di una nuova coalizione di centrodestra che si ponga come reale e credibile alternativa di governo tornando a trasmettere entusiasmo parlando dritto al cuore della gente. E in questo, noi lo sappiamo, non esiste nessuno migliore di Lei. Gli italiani non aspettano altro, vogliono qualcuno in cui riconoscersi e identificarsi e Lei è l’unico in grado di dar loro voce consegnando al Paese una Destra moderna e modernizzatrice, libera dai vincoli del passato ma consapevole ed orgogliosa dell’importanza della sua storia, attenta all’oggi ma costantemente proiettata nel domani. Una Destra che, come ha fatto in Francia il Suo amico Sarkozy, possa contestare apertamente la generazione del ’68 e, allo stesso tempo, fare proposte concrete su temi come il numero delle ore di lavoro settimanali ed i PACS senza la paura di essere etichettata in alcun modo. Lo faccia, Presidente, e vedrà che a seguirla non saranno soltanto il Suo Popolo, quello della Destra, ma anche quella grande fetta della società civile che in questo momento non si sente rappresentata e, di conseguenza, i nostri alleati non potranno che accodarsi. Noi, trentenni cresciuti a pane e politica, i Suoi ragazzi (anche se ormai un po’ cresciuti) saremo forse dei sognatori ma, come Lei, sappiamo essere molto concreti e non vediamo l’ora di poterLe dare il nostro contributo per riportare la Destra alla guida dell’Italia perché siamo certi che, come Lei affermò concludendo uno splendido intervento, “nessuna notte, nemmeno la più buia, può impedire al sole di risorgere”.</p>
<p>Autore: Alessandro Nardone</p>
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		<title>AN, NE CONSERVATORI NE RIFORMISTI: RINNOVATORI</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 17:12:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il documento votato dall’Assemblea definita in maniera enfatica una “Fiuggi 2” sancisce l’apertura di una nuova fase per Alleanza Nazionale, Partito che tradizionalmente ha sempre avuto la necessità di ripensarsi e rinnovarsi per rinnovare il Paese senza, però, essere in grado di rivendicare la primogenitura delle sue innumerevoli battaglie. Basti pensare a come l’allora Partito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/bandana_msi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-172" title="ROMA - NUOVA FIERA DI ROMA - CONGRESSO NAZIONALE PDL" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/bandana_msi-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Il documento votato dall’Assemblea definita in maniera enfatica una “Fiuggi 2” sancisce l’apertura di una nuova fase per Alleanza Nazionale, Partito che tradizionalmente ha sempre avuto la necessità di ripensarsi e rinnovarsi per rinnovare il Paese senza, però, essere in grado di rivendicare la primogenitura delle sue innumerevoli battaglie. Basti pensare a come l’allora Partito di Almirante, nonostante la sua collocazione al di fuori del cosiddetto “arco costituzionale”, riuscì ad affermare sulla scena politica nazionale il Presidenzialismo (“La vera vittoria è quando la tua verità fiorisce sulle labbra dell’avversario”, diceva il Presidente), pensiamo a quando venivamo ancora additati come nostalgici perché commemoravamo i martiri delle Foibe e le vittime degli anni di spranga e di piombo e, ancora, quando parlavamo di pacificazione nazionale e memoria condivisa. Beh, il dato di fatto inoppugnabile è che oggi quelle battaglie sono entrate a far parte del comune sentire degli italiani perché per decenni, tra mille difficoltà, il nostro Partito ha fatto in modo che la pubblica opinione ne venisse a conoscenza. Oggi esiste una legge con la quale si è istituita la “Giornata del Ricordo”, oggi giornalisti collocabili a sinistra come Gianpaolo Pansa e Luca Telese restituiscono alla storia del nostro Paese quelle pagine volutamente (e vergognosamente) occultate per tutti questi anni perché troppo scomode, pubblicando libri come “Il sangue dei vinti” e “Cuori Neri”. Tutti avvenimenti addirittura impensabili anche solo dieci anni fa. Per non parlare del ritrovato sentimento di Identità Nazionale, di amore per la Patria che, anche grazie al Presidente Ciampi (ed a tragici avvenimenti come l’attentato di Nassiriya), negli ultimi cinque anni è diventato un valore condiviso dalla stragrande maggioranza degli italiani. Ma, come ha giustamente osservato il Presidente Fini durante la sua relazione, AN ha il grande merito di essere riuscita a contaminare la nostra società con i suoi valori ma non è stata capace di “concretizzarne” il consenso e, paradossalmente, ora subisce l’handicap dato dal fatto che la maggior parte delle forze politiche li abbiano assimilati e, di conseguenza, sottratti da quel sistema valoriale che ci caratterizzava. Proprio la consapevolezza che, negli anni, il nostro partito si è reso protagonista di una vera e propria rivoluzione culturale deve rafforzare in noi la convinzione che passato e futuro siano correlati tra loro. La nostra storia deve essere valore aggiunto rispetto agli altri e, quindi, valorizzata per avere la possibilità (così come stiamo facendo ora) di rifondarla, essendo orgogliosamente consapevoli del nostro passato per avere l’ambizione che potremo fare di più e meglio di quanto abbiamo fatto sin qui. Alleanza Nazionale deve quindi avere l’ambizione di ripensarsi prescindendo dalla dicotomia conservatori/riformisti, partendo da quella che è sempre stata la sua vocazione più spiccata, ovvero, il rinnovamento. Rinnovare il Partito, per rinnovare l’Italia, questa deve essere la sfida che dovremo affrontare nell’immediato, nel solco della strada tracciata da Fini e dall’Assemblea Nazionale di qualche giorno fa. Per riuscire nel rinnovamento dovremo cominciare sin d’ora a lavorare sulla forma partito e sui contenuti, puntando sulla valorizzazione delle intelligenze che già fanno parte di AN e tornando a coinvolgere in maniera attiva la società civile ed i numerosi think tank che, pur facendo parte della nostra “area”, ancora non si riconoscono in nessuno dei soggetti politici che la rappresentano. Ripartire, insomma, consci che in principio “la caccia val più della preda”, chiaramente non disdegnando la “preda”, ma consapevoli che bisogna per prima cosa iniziare a cacciare.</p>
<p>Autore: Alessandro Nardone</p>
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		<title>LA RUSSA A COMO: &#8220;IL 27 E 28 MAGGIO CONFERMIAMO I NOSTRI AMMINISTRATORI PER MANDARE A CASA PRODI&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 16:33:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È arrivato al Loom Cafè accolto da un applauso calorosissimo Ignazio La Russa, carismatico Presidente dei Deputati di Alleanza Nazionale, giunto a Como per la campagna elettorale in corso. Dopo le foto di rito ed i saluti del Presidente Sofia è il Senatore lariano Alessio Butti ad infiammare immediatamente la platea, attaccando frontalmente Alberto Taborelli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/larussa_nardone_butti_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-128" title="larussa_nardone_butti_2" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/larussa_nardone_butti_2-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>È arrivato al Loom Cafè accolto da un applauso calorosissimo Ignazio La Russa, carismatico Presidente dei Deputati di Alleanza Nazionale, giunto a Como per la campagna elettorale in corso. Dopo le foto di rito ed i saluti del Presidente Sofia è il Senatore lariano Alessio Butti ad infiammare immediatamente la platea, attaccando frontalmente Alberto Taborelli, l’ex Deputato di FI che ha dato vita alla lista civica “Area 2010” senza candidarsi: “Troppo comodo dar vita ad una lista civica con l’unico intento di fare un regalo alla sinistra senza poi avere nemmeno il coraggio di metterci la faccia candidandosi”. Il Senatore comasco è poi passato alla corsa di Alleanza Nazionale verso il voto di fine maggio: “Siamo un partito coeso ed entusiasta, con candidati di altissimo livello che, sono sicuro, ci porteranno ad ottenere un ottimo risultato nel Capoluogo ed in Provincia. Tengo poi a rimarcare – continua il Senatore – che non abbiamo nessuna intenzione di prestarci al “toto-assessore”, in questo momento solo una cosa è certa: gli assessori di Alleanza Nazionale saranno scelti tra gli eletti”. Dopo la vera e propria standing ovation che il numerosissimo pubblico ha riservato ad Alessio Butti, è il momento di Ignazio La Russa, che comincia soffermandosi sulla campagna elettorale: “Si tratta di elezioni importantissime, perché saranno la dimostrazione che la gente è stanca del governo Prodi e della sinistra, per questo dovremo mobilitarci assieme ai nostri candidati per ottenere un grande risultato”. La Russa ha poi continuato il suo intervento passando dalle questioni locali a quelle nazionali: “Questo è un governo border line, perché non avendo i numeri per governare può fare solamente una cosa, stare fermo, non fare nulla, perché al minimo screzio con l’alleato o con il Senatore a vita di turno Prodi cade e va a casa. Una sinistra, quindi, d’accordo soltanto su una cosa: distruggere quanto di buono siamo riusciti a fare in cinque anni. Pensate alle nostre leggi – continua il Capogruppo di Alleanza Nazionale – da quella sull’immigrazione a quella contro le droghe, le stanno smantellando tutte, gettando il Paese nel caos.”. La Russa conclude il suo applauditissimo intervento con un auspicio: “Che il 27 ed il 28 maggio la gente, con la conferma dei nostri bravissimi amministratori locali decreti anche la più sonora delle bocciature per Prodi e tutta la sinistra”.</p>
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		<title>ECCO PERCHE&#8217; SOSTENGO ALESSANDRO NARDONE</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 16:21:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari Comaschi, con le elezioni amministrative ormai alle porte, ritengo opportuno ricordarVi la loro estrema importanza sia dal punto di vista locale che nazionale. Una netta vittoria della Casa delle Libertà infliggerebbe un colpo durissimo al già moribondo governo Prodi. Nel corso di questi anni, come certamente avrete potuto notare, gli Amministratori di Alleanza Nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/romanolarussa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-120" title="romanolarussa" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/romanolarussa-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Cari Comaschi, con le elezioni amministrative ormai alle porte, ritengo opportuno ricordarVi la loro estrema importanza sia dal punto di vista locale che nazionale. Una netta vittoria della Casa delle Libertà infliggerebbe un colpo durissimo al già moribondo governo Prodi. Nel corso di questi anni, come certamente avrete potuto notare, gli Amministratori di Alleanza Nazionale sono stati tra i più attivi in città e hanno contribuito in maniera determinante alla risoluzione di annosi problemi quali la demolizione dell’ex Ticosa oppure il nuovo Ospedale Sant’Anna, per citare solo alcuni esempi. Essi hanno avuto soprattutto il merito di combattere delle vere e proprie battaglie per la soluzione dei vostri problemi di tutti i giorni. E’ dunque con piacere che accetto l’invito di Alessandro Nardone a scriverVi per manifestare l´amicizia che ci lega e la grande stima che nutro nei confronti di tutto il gruppo di Alleanza Nazionale a Como. Alessandro e tutti gli Amministratori di Alleanza Nazionale si sono da sempre impegnati sul territorio comasco al fianco dei cittadini nella difesa dei valori e ideali cari alla nostra storia quali la legalità, la famiglia eterosessuale, la particolare attenzione alle tematiche sociali. E´ per questo che Vi invito alle prossime elezioni comunali del 27 e 28 maggio a concedere il vostro convinto appoggio alla candidatura di Alessandro Nardone, spargendo la voce ad amici e parenti, e a barrare sulla scheda azzurra il simbolo di Alleanza Nazionale, scrivendo accanto NARDONE. Con i migliori auspici per voi e per la vostra magnifica città, rimango a disposizione per ogni eventualità e colgo l’occasione per porgerVi i miei migliori saluti.</p>
<p>Romano La Russa &#8211; Parlamentare Europeo di Alleanza Nazionale</p>
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		<title>MANIFESTAZIONE CONTRO LA POLIZIA LOCALE, NARDONE INSIEME AGLI AGENTI</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 16:07:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La drammatica vicenda di mercoledì, com&#8217;era prevedibile, si tinge anche di politica. A Palazzo Cernezzi infuria un rovente botta e risposta tra chi ha voluto e istituito la &#8216;task force&#8217; antigraffitari &#8211; la maggioranza &#8211; e chi, invece, giudica eccessiva questa misura, vale a dire l&#8217;opposizione. Tra i banchi del centrosinistra il coro è unanime. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/polizia-locale1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-108" title="polizia-locale" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/polizia-locale1-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>La drammatica vicenda di mercoledì, com&#8217;era prevedibile, si tinge anche di politica. A Palazzo Cernezzi infuria un rovente botta e risposta tra chi ha voluto e istituito la &#8216;task force&#8217; antigraffitari &#8211; la maggioranza &#8211; e chi, invece, giudica eccessiva questa misura, vale a dire l&#8217;opposizione. Tra i banchi del centrosinistra il coro è unanime. Si chiede a gran voce lo scioglimento del reparto della polizia locale dedicato alla lotta ai writer, di cui fa parte anche l&#8217;agente che mercoledì pomeriggio ha sparato un colpo di pistola alla nuca del giovane cingalese. E si dipinge la tragedia come il risultato di «un clima di esasperazione creato da una certa parte politica in città». La maggioranza, invece, è compatta nel respingere ogni strumentalizzazione politica del dramma, nell&#8217;esprimere vicinanza al corpo di polizia locale e nell&#8217;invitare ad attendere i risvolti dell&#8217;indagine prima di emettere giudizi. Due le manifestazioni che, ieri pomeriggio, sono state organizzate attorno all&#8217;episodio, entrambe di fronte al Comune. Dinanzi all&#8217;ingresso di via Perti, un centinaio tra studenti e amici del ragazzo si è riunito pacificamente e in silenzio, mentre un altro centinaio di giovani (con un corteo che parrebbe non essere stato autorizzato) è partito da piazza Vittoria per arrivare davanti ai cancelli del Comune. I toni di questa seconda manifestazione erano decisamente più accesi. I partecipanti, che durante il corteo hanno strappato anche qualche manifesto dai cartelloni elettorali, gridavano insulti al piccolo presidio di polizia locale all&#8217;interno di Palazzo Cernezzi, chiedendo le dimissioni del responsabile del nucleo speciale e delle autorità comunali. Non sono mancati attimi di tensione. «I ragazzi stanno reagendo a un fatto gravissimo &#8211; ha commentato Luigino Nessi, consigliere di &#8216;Nuova Como&#8217; &#8211; Si è verificato ciò che temevamo. I vigili non possono sostituirsi alle forze dell&#8217;ordine, non possono utilizzare modi polizieschi invece di offrire alla città il loro consueto servizio». «Mi dispiace molto per il ragazzo &#8211; ribatte Pasquale Buono, consigliere di Forza Italia &#8211; ma sono vicino anche al corpo di polizia locale. L&#8217;agente in quel momento faceva il suo dovere, purtroppo è partito quel colpo e l&#8217;episodio si è trasformato in tragedia. Un dramma che ha distrutto due vite». «Il clima è preoccupante &#8211; osserva Bruno Saladino, consigliere di opposizione di &#8216;Nuova Como&#8217; &#8211; Questo episodio è il risultato drammatico di un clima sempre più esasperato di divisione e diffidenza». Sul fronte di Alleanza Nazionale, il primo a parlare è Claudio Corengia, capogruppo in consiglio comunale. «Bisogna evitare in tutti i modi lo sciacallaggio politico &#8211; ha detto &#8211; Molti hanno approfittato di questo dramma per portare avanti una battaglia in cui si fanno passare i vandali per eroi e i nostri agenti per criminali. È una cosa vergognosa. Esprimendo solidarietà al corpo della polizia locale, aspetto che venga fatta luce sull&#8217;episodio». «La nostra manifestazione (quella pacifica, ndr) è nata da un sentimento di vicinanza emotiva al ragazzo &#8211; spiega Bruno Magatti, consigliere di minoranza di &#8216;Paco&#8217; &#8211; Ciò detto è opportuno analizzare la scelta e l&#8217;indirizzo politico che hanno portato a questa tragedia. Se i responsabili dell&#8217;accaduto avessero dignità, si dimetterebbero subito. Altrimenti glielo chiederemo noi. Va fatta una valutazione politica seria della vicenda. E occorre invitare i cittadini a riflettere su cosa potrebbe accadere ai loro figli». Magatti era presente anche alla seconda manifestazione, quella più accesa, dalla parte dei partecipanti. Dall&#8217;altra parte del cancello, invece, vi era Alessandro Nardone, consigliere comunale di An. «Ho voluto fisicamente manifestare la mia vicinanza al corpo di polizia locale. Sono deluso e contrariato, perché oggi (ieri, ndr) l&#8217;istituzione è stata oltraggiata. Fa specie vedere come i vigili non siano stati difesi da tutte le forze politiche». E le polemiche non finiscono qui. Ieri il consigliere Giovanni Moretti ha chiesto al presidente del consiglio comunale, Mario Pastore, di convocare un consiglio straordinario. Probabilmente la riunione si terrà lunedì.</p>
<p>Autore: Andrea Bambace</p>
<p>Fonte: Corriere di Como del 31 marzo 2006</p>
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