LA MIA CAMPAGNA ELETTORALE
Lo confesso, solo negli ultimi mesi ho maturato la convinzione di ricandidarmi per il Comune. Su questo aspetto voglio essere chiaro fino in fondo, in quanto lo reputo di fondamentale importanza, ancor prima di tutto il resto. Già, perché viviamo in un mondo in cui l’aspetto umano sembra contare sempre meno, e nel quale la politica, di riflesso, è diventata sempre più elitaria e sempre meno una questione di passione, di cuore. Beh, nonostante lo scempio degli ultimi tempi, credo ancora che la politica si possa fare con il cuore e per passione! Sono un povero illuso? Puo’ darsi ma, personalmente, preferisco inseguire il sogno di una politica diversa e magari, durante il percorso, combinare qualcosa di buono, anziché incrociare le braccia e rassegnarmi, al pensiero che “tanto non cambierà mai nulla”. A quel paese la rassegnazione!
Certo, lo so, la quasi totalità di voi potrà eccepire che lo spettacolo offerto dalla politica, sia a livello locale che nazionale, abbia raggiunto una bassezza tale da dilaniare qualsiasi residuo di speranza – ed è in gran parte vero – ma allora, dico io, come possiamo anche solo pensare di guardare avanti se non coltiviamo, in noi, quel seme di speranza grazie al quale pensare di cambiare le cose?
Okay, capisco che di primo acchito potrà sembrare folle, ma vivaddio, senza un pizzico di sana follia, quali risultati avrebbe raggiunto l’umanità? Ve lo dico io, nessuno.
Va bene, qualcuno di voi, posto il fatto che sia disposto a credere nel cambiamento, potrà alzare il dito e dire “ma se fino ad ora non c’è riuscito quasi nessuno perché dovrebbe riuscirci proprio Alessandro Nardone?”. Obiezione sacrosanta alla quale, però, rispondo che, nella mia passata esperienza in consiglio comunale, ho dimostrato che fare qualcosa di tangibile è davvero possibile. Giusto o sbagliato, poco o tanto, piaccia o no, si tratta di atti pubblici, fatti concreti. Mi dispiace per i miei detrattori ma è così, e la sapete una cosa? Le chiacchiere stanno a zero, oggi più che mai la gente reclama (giustamente) amministratori che abbiano gli attributi per metterci la faccia e la voglia di stare sul territorio e di starci costantemente, non soltanto nel mese di campagna elettorale.
Così, ho deciso di seguire la mia parte irrazionale e di buttarmi nella mischia. Niente discese in campo, niente fumosa retorica: più semplicemente, mi candido perché vedere la mia città conciata in questo modo mi fa venire il voltastomaco, e vorrei poter tornare a dare il mio umilissimo contributo per migliorarla. Ecco tutto.
Bene, fin qui i motivi per cui ho deciso di ricandidarmi, nelle pagine che troverete qui sotto cercherò di darvi qualche buona ragione per votarmi, a cominciare dalla mia “raccolta d’idee per Como” che, non a caso, ho pensato d’intitolare “Buongiorno, Como!”. Ché, vista la situazione, più che uno slogan è un auspicio. Idee ma non solo. Infatti, sempre su queste pagine, potrete leggere chi sono e che cosa ho fatto, una biografia forse un po’ lunga, ma utile per documentare i fatti (appunto) di cui parlavo prima. Infine, le FAQ – acronimo di “Frequently asked questions” – ovvero domande e risposte, anche scomode, sul sottoscritto. Così, giusto perché, a differenza di quanto dice qualcuno io, da nascondere, non ho un bel nulla.
Buongiorno, Como!




