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	<title>.:: ALESSANDRO NARDONE &#124; LA DESTRA CHE VORREI ::. &#187; Como</title>
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		<title>Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:13:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2012/01/manifesto-firmato-nardone-su-una-citta-community-che-faccia-della-sua-bellezza-un-marchio-attrattivo/' addthis:title='Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Perché Nardone rimane saldamente di centrodestra, ma scorge, come batte anche questo foglio, nella prossima tornata elettorale qualcosa di più. Il bivio tra la riscossa, e una riscossa fedele all’anima liberale e moderata comasca, e la definitiva resa alla palude, delle menti e delle opere. <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2012/01/manifesto-firmato-nardone-su-una-citta-community-che-faccia-della-sua-bellezza-un-marchio-attrattivo/' addthis:title='Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2012/01/manifesto-firmato-nardone-su-una-citta-community-che-faccia-della-sua-bellezza-un-marchio-attrattivo/' addthis:title='Manifesto firmato Nardone su una città-community, che faccia della sua bellezza un marchio attrattivo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2012/01/alessandro-nardone-editoriale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-770" title="alessandro nardone - editoriale" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2012/01/alessandro-nardone-editoriale-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Alessandro Nardone mi spiazza ogni giorno di più. Abbiamo da poco riannodato, su queste pagine, il filo di una sua provocazione “renzista”: il superamento del PdL attraverso la sua rottamazione. Un lampo di attivismo pensante, per quanto a nostro giudizio scentrato, nella palude intellettuale in cui si trastulla inspiegabilmente il centrodestra comasco. E, adesso, siamo qui a pubblicare un documento che da oggi Nardone diffonde, una rassegna d’idee per la rinascita comasca, alcune feconde, altre accennate, tutte comunque ancorate a un’intuizione basilare sulla città, che non ci pare ignorabile. Non lo è perché è suggerita dalla stessa realtà: la “Como-community”, la chiama lui, o altrove “la New Como”, comunque sia: una Como che si ri-desti sul suo asset principale, il bello annidato nella Natura e amplificato dalla Cultura (e fin qui è linea lucida, ma non originale), vivificato però dalle nuove tecnologie, dalla globalità che è anzitutto immateriale e cliccata, dalla connessione permanente con il mondo. È una Como 2.0, quella che s’annuncia nella ricognizione che da un po’ Nardone sta compiendo attorno al corpo (ferito) della polis, e di cui ormai chiunque vada in cerca di scampoli di futuro oltre questo tetro crepuscolo bruniano è obbligato a tener conto. Perché Nardone rimane saldamente di centrodestra, ma scorge, come batte anche questo foglio, nella prossima tornata elettorale qualcosa di più. Il bivio tra la riscossa, e una riscossa fedele all’anima liberale e moderata comasca, e la definitiva resa alla palude, delle menti e delle opere. Parla di “elettroshock amministrativo” da praticare sulla città, Nardone, ed è un’espressione che ci piacerebbe aver coniato noi. Anzitutto, un’immersione totale di Como nel mondo, portandone fino in fondo la vocazione turistico-culturale. È quello, il baricentro filosofico, l’identità ritrovata dopo il disfacimento del moloch serico, il fondamento di una “Como-community”. Che deve avere il coraggio di ripensare i suoi confini, di farsi Grande Como, e Nardone lo dice. Di andare oltre le mostre, di rendere Villa Olmo incubatore di città, come ha compreso e rilanciato lo stesso Sergio Gaddi, e Nardone lo dice. Di spezzare le ritualità delle oligarchie, anche dentro i partiti, le consorterie interne che hanno perso la connessione con il tutto, e Nardone lo dice. Di capovolgere un dogma comasco continuamente falsificato dalla cronaca, quello per cui sicurezza significa deserto urbano, e Nardone lo dice. Comincia a dire tante cose, Nardone, e in molte riconosciamo frammenti di futuro, sono le nostre. Soprattutto, usa un aggettivo, per tratteggiare il disegno di una città possibile. “Visionario”. Sì, serve una politica visionaria, che è il contrario della chimera soggettiva. Serve una sparigliata, un’aggressione costruttiva della Fortuna, verso una Como 2.0.</p>
<p><strong><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2012/01/220112_ordi_03_r1_c.pdf" target="_blank">Vai al manifesto</a></strong></p>
<p>Giovanni Sallusti per <a href="http://www.lordine.it/docs/edizioni/220112_ordi_01_r1_c.pdf" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.lordine.it/docs/edizioni/220112_ordi_01_r1_c.pdf?referer=');">L&#8217;Ordine del 22 gennaio 2012</a></p>
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		<title>Non siamo un popolo di Schettino, eppure tendiamo a dimenticarlo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 21:35:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2012/01/non-siamo-un-popolo-di-schettino-eppure-tendiamo-a-dimenticarcelo/' addthis:title='Non siamo un popolo di Schettino, eppure tendiamo a dimenticarlo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2012/01/de-falco-schettino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-754" title="de falco - schettino" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2012/01/de-falco-schettino-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Riascoltando per l&#8217;ennesima volta quell&#8217;ormai celebre telefonata, riflettevo sulla codardia di Schettino e, il parallelo con esempi di opposta fattezza, è venuto da sè. Come non pensare, ad esempio, al coraggio di Fabrizio Quattrocchi che, anziché implorare pietà, esclamò in faccia ad i suoi boia: &#8220;Vi faccio vedere come muore un italiano!&#8221;? Come non ricordare i nostri Caduti nelle Missioni di Pace, le Forze dell&#8217;Ordine, i Vigili del Fuoco e veri e propri Eroi come Simone Neri, che sacrificò la vita per salvare 8 persone? Anche la storia della nostra Como è stata indelebilmente segnata, in un passato nemmeno troppo lontano, da un grandissimo atto di coraggio. Era il 15 luglio del 1981 e, anche se all&#8217;epoca avevo soltanto cinque anni, conservo ricordi molto nitidi di quella tragica giornata, che vide Como al centro di una serie di attentati poi rivendicati dalle &#8220;Brigate operaie per il comunismo&#8221;: tredici bombe in tutto, di cui cinque neutralizzate ed otto esplose. Ricordo una grande concitazione in casa, in quanto mio padre &#8211; a quei tempi Maresciallo &#8211; era lì, su quello che era diventato un vero e proprio scenario di guerra. Ovvio che temessimo per la sua incolumità. Oltretutto a quei tempi non c&#8217;erano né internet né i cellulari, per cui dovevamo accontentarci delle frammentarie informazioni che potevamo ascoltare alla radio. Purtroppo, quel triste giorno fu segnato dalla scomparsa del Brigadiere Luigi Carluccio che, in viale Lecco, perse la vita mentre cercava di disattivare uno di quei maledetti ordigni. Già, peccato che troppo spesso, nel nostro Paese, oltre a dimenticare troppo in fretta, non si abbia nemmeno la capacità di essere unanimi nel conferire il giusto tributo ai valorosi ma, al contrario, ci si debba accapigliare su qualsiasi cosa. Questo equivale a non voler creare quel comune sentire sul  quale dovrebbe fondarsi il senso d&#8217;appartenenza alla Patria preferendo, sotto sotto, gli Schettino ai De Falco. Se non altro perché fanno più notizia.</p>
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		<title>HO DUE O TRE CONSIGLI DAL FUTURO. AVETE LETTO BENE, VI SCRIVO DAL 2084</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 12:57:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/12/ho-due-o-tre-consigli-dal-futuro-avete-letto-bene-vi-scrivo-dal-2084/' addthis:title='HO DUE O TRE CONSIGLI DAL FUTURO. AVETE LETTO BENE, VI SCRIVO DAL 2084 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>La Como del futuro non è diversa dall'attuale, ma le scelte...<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/12/ho-due-o-tre-consigli-dal-futuro-avete-letto-bene-vi-scrivo-dal-2084/' addthis:title='HO DUE O TRE CONSIGLI DAL FUTURO. AVETE LETTO BENE, VI SCRIVO DAL 2084 ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/12/ho-due-o-tre-consigli-dal-futuro-avete-letto-bene-vi-scrivo-dal-2084/' addthis:title='HO DUE O TRE CONSIGLI DAL FUTURO. AVETE LETTO BENE, VI SCRIVO DAL 2084 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/12/spok.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-733" title="spok" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/12/spok.jpg" alt="" width="421" height="316" /></a>Va beh, non dovrei scrivervi ma perbacco, come potrei non farlo? E chissenefrega se la psicopolizia mi tiene d’occhio da un bel po’ di tempo! Già, il tempo. Quello in cui vivo &#8211; e dal quale vi scrivo &#8211; è parecchio distante dal vostro, infatti, se i miei calcoli sono esatti, questa lettera verrà recapitata alla redazione de L’Ordine a pochi giorni dalla fine del 2011: esattamente settantatre anni prima di oggi. Sì, avete capito bene, vi sto scrivendo dal futuro, dal 29 dicembre 2084, per la precisione. Certo, vi starete domandando come sia possibile, ma non importa. Il tempo stringe ed ho due o tre cose da dirvi riguardo Como, la nostra città. Innanzitutto credo che molti di voi stiano tirando un sospiro di sollievo, se non altro perché queste mie righe sono la testimonianza che, nel 2012, non c’è stata nessuna fine del mondo. Ed è già una notizia. Ma non è per questo che vi scrivo, e nemmeno per dirvi che nel 2036 il Como vincerà la Champions League o che, nel 2047, il cantiere delle paratie sarà finalmente terminato. Vedete, al di là dell’evoluzione tecnologica, che si è sviluppata a tal punto da permettermi d’inviarvi questo mio messaggio indietro nel tempo, sono stati compiuti passi in avanti ed altri indietro. Per quanto riguarda gli ultimi, basti pensare che, a distanza di oltre settant’anni, quell’assurda ordinanza che impone la chiusura dei locali pubblici a mezzanotte è ancora in vigore! I partiti, invece, qualcosa hanno cambiato: quello che ai vostri tempi si chiamava Pdl, dopo la rottamazione lanciata da Nardone (il mio bisnonno, dal quale ho preso il nome), l’adesione di Renzi e la discesa in campo di Fiorello, è diventato IpgpdiBB (Il più grande partito dopo il Big Bang), mentre il Pd di Gianfranco Fini ha compiuto un lungo percorso che lo ha portato a chiudere definitivamente i conti con la democrazia sancendo la nascita, nello storico Congresso di Montecarlo, del PdN (Partito del Nulla). La Lega di Umberto Bossi (sì, ancora lui!) è rimasta, invece, fedele all’ideale secessionista continuando a combattere la sua battaglia per l’autonomia dell’Italia dall’Eurasia. Ma torniamo a Como perché, quello che sta per arrivare, sarà un anno decisivo per le sue sorti ché, in fin dei conti, sono anche le nostre. Ora, prima di andare avanti è mio dovere mettervi al corrente del fatto che, psicopolizia a parte, il vero rischio di alterare il corso degli eventi potrebbe essere quello di causare un paradosso temporale che provocherebbe una reazione a catena tale da scomporre la tessitura del continuum tempo-spazio. Insomma, un vero e proprio disastro! Per questo non potrò fare nomi né scendere nei particolari, ma dovrete essere bravi voi a leggere tra le righe, trarre le debite conclusioni e, se lo riterrete, agire di conseguenza. I primi destinatari del mio messaggio sono coloro che, ai giorni vostri, guidano i maggiori partiti, in particolar modo quello per il quale &#8211; per evidenti motivi &#8211; faccio il tifo, che ancora conoscete come Pdl: a voi dico che gran parte del futuro della città dipenderà dalle vostre scelte, che dovranno essere dettate dal coraggio di cambiare e non dal conservatorismo. Soprattutto in termini di persone. Con questo non intendo dire che sia proprio tutto da buttare, ma quasi. Qualche consiglio? Tanto per cominciare piantatela di farvi la guerra tra di voi, altrimenti sarete destinati ad una sconfitta certa. In secondo luogo, se avete davvero intenzione di continuare a reggere il timone della città, dovrete effettuare una scelta ardita per quanto riguarda il candidato alla poltrona di Primcitt (ovvero di Sindaco, in neolingua): lasciate perdere le sirene di semisconosciuti amici di volatili ma scegliete, piuttosto, tra un primario con il basco da paracadutista ed un assessore un pochino guappo e assai cane sciolto ma di certo meglio di altri se affiancato (e tenuto a bada) dalle persone giuste. Quanto alla sinistra, se di consiglio si puo’ parlare, mi avvalgo della citazione di un autore semi-sconosciuto, un certo William Shakespeare che, nel suo Amleto, scrive: “Essere o non essere, questo è il problema…”. In ultimo, non certo per importanza, ho intenzione di concludere questo mio messaggio rivolgendomi direttamente a voi, che siete la generazione dei miei nonni: è vero, rispetto a me vivete nel passato, ma badate bene, proprio per questo motivo dovrete sforzarvi, voi per primi, di essere i fautori di una Como migliore. Ancora poche ore e il 2012 avrà inizio, fate in modo che si tratti di un nuovo inizio. Intelligenti pauca. Passo e chiudo.</p>
<p><strong>Alessandro Nardone</strong></p>
<p>Fonte: L&#8217;Ordine del 29 dicembre 2011</p>
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		<title>ECCO PERCHE&#8217; DICO ANCORA NO ALLA CHIUSURA DEI BAR A MEZZANOTTE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 05:53:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/06/ecco-perche-dico-ancora-no-alla-chiusura-dei-bar-a-mezzanotte/' addthis:title='ECCO PERCHE&#8217; DICO ANCORA NO ALLA CHIUSURA DEI BAR A MEZZANOTTE '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Motivi di business e motivi di etica per stare con L'Ordine<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/06/ecco-perche-dico-ancora-no-alla-chiusura-dei-bar-a-mezzanotte/' addthis:title='ECCO PERCHE&#8217; DICO ANCORA NO ALLA CHIUSURA DEI BAR A MEZZANOTTE ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/06/ecco-perche-dico-ancora-no-alla-chiusura-dei-bar-a-mezzanotte/' addthis:title='ECCO PERCHE&#8217; DICO ANCORA NO ALLA CHIUSURA DEI BAR A MEZZANOTTE '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/06/coprifuoco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-660" title="coprifuoco como" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/06/coprifuoco-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Tanto tuonò che alla fine piovve. Già, perché dopo le avvisaglie &#8211; e le polemiche – dell’anno passato e arrivata (almeno sulla carta) la bella stagione, l’Amministrazione comunale ha pensato bene di dissotterrare l’ascia di guerra, ovvero la famosa ordinanza con la quale intende chiudere gli esercizi pubblici a mezzanotte. Quella del coprifuoco, tanto per intenderci, contro cui &#8211; con l’aiuto di Matteo Basile ed il supporto di una parte consistente degli operatori del settore – fummo capaci di raccogliere 3.000 firme nel giro di pochi giorni. Una mobilitazione vera e propria che coinvolse attivamente, a dispetto di chi tentò di confinarla nell’immaginario perimetro rappresentato da “pochi giovani”, decine e decine di persone di tutte le fasce d’età, evidentemente stufe dell’obsoleta concezione di città dormitorio che qualcuno intende continuare ad affibbiare a Como. Tuttavia, oggi come un anno fa, chi è privo d’argomenti cerca di radicalizzare i toni dello scontro, avventurandosi in teorie strampalate come quella per la quale “chi vuole i locali aperti dopo la mezzanotte difende i mascalzoni che disturbano i residenti”. Demagogia bella e buona. A dimostrazione di quanto affermo, basta andare a rileggersi la rassegna stampa dello scorso anno o, per quanto mi riguarda personalmente, i verbali dei miei interventi in Consiglio Comunale, per rendersi conto che il presupposto irrinunciabile sia sempre consistito nella sicurezza dei cittadini. Maggiori controlli, quindi, anche per disincentivare (e punire, se necessario) chi ha intenzione di bivaccare e fare baccano sotto le abitazioni di chi, giustamente, vuole riposare. Fatto salvo questo principio, però, non si puo’ certo pensare di gettare il bambino con l’acqua sporca teorizzando che, se c’è in giro qualche maleducato che si diverte a fare schiamazzi, l’unica soluzione sia quella di chiudere alla mezza bar e locali compromettendo, in un sol colpo, almeno tre punti nevralgici che non possono essere in alcun modo sottovalutati: 1) Gli affari degli esercenti, che già devono fare i conti con una stagione andata a ramengo a causa del maltempo. Questa decisione comporterebbe, per loro, un ulteriore assottigliamento delle entrate e, giocoforza, meno investimenti sul territorio ed una minore necessità di forza lavoro. 2) Allontanare ulteriormente i giovani (e non solo) dalla città, spingendoli a cercare altrove luoghi d’aggregazione e, di conseguenza, esponendoli ai tristemente noti rischi che si corrono di notte sulle nostre strade. Oltretutto, pur essendo un concetto certamente meno alto, bisognerà anche considerare che queste persone andrebbero a spendere i loro soldi in altre realtà (vedi Lugano e Milano) causando, quindi, un’ulteriore perdita di ricchezza per il nostro territorio. 3) L’ennesimo, forse mortale, colpo inferto alla “Como città Turistica” da tanti evocata durante le campagne elettorali ma, troppo spesso, sacrificata sull’altare della demagogia e degl’interessi – più o meno velati – di chi una città viva non la vuole manco morto. La vera beffa è che, nonostante i danni che causerebbe, l’ordinanza in questione non riuscirebbe nemmeno a risolvere il problema dei disturbatori. Perché? Il motivo è semplicissimo, ovvero che una città deserta, in cui, tanto per intenderci, non c’è in giro un’anima, è terreno fertile per vandalismi e schiamazzi d’ogni sorta. Altro che deterrente, se il documento venisse approvato, finiremmo tutti cornuti e mazziati. Detto questo, però, permettetemi di tornare un momento alla città turistica, perché lo ritengo l’aspetto d’importanza maggiore, in tutta questa vicenda. Dunque, tutti sappiamo che stiamo attraversando un periodo di vacche molto magre, durante il quale, una qualsiasi classe dirigente, farebbe carte false per incentivare lo sviluppo di quello che, in gergo manageriale, viene chiamato “core business”, ovvero l’attività principale. E quale sarebbe il “core business” di Como, se non il turismo? Guardate, qualche giorno fa sono stato negli Stati Uniti, e non ho trovato una persona che non conoscesse Como ed il suo Lago. Ne parlavano estasiati, mettendola in cima ai loro desideri, insieme a città come Roma, Firenze o Venezia. E noi? Beh, oltre a trascurarla (e questo, visto lo stato di degrado, è chiaramente un eufemismo), oltre a non pensare a servizi di trasporto pubblico degni di questo nome, oltre a non aver mai realizzato una vera proposta culturale (grandi mostre a parte), oltre a mille altre cose che non sto qui ad elencarvi ma che conoscete benissimo, cosa facciamo? Chiudiamo i locali pubblici a mezzanotte, ovvero l’ora in cui, d’estate, il turista o il residente che esce dal ristorante, magari vorrebbe andare a mangiarsi un gelato in santa pace, seduto in Piazza Duomo e, sempre magari, quel gelato vorrebbe gustarselo senza avere l’assillo che, da un minuto all’altro, il bar o la gelateria in questione dovrà abbassare la saracinesca. Una cosa normale dovunque, no? See, magari…</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>da L&#8217;Ordine del 15 giugno 2011</p>
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		<title>SE LA COSA PIÙ SERIA DEL MONDO DIVENTA IL PESCE D’APRILE PERFETTO</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 00:36:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/04/se-la-cosa-piu-seria-del-mondo-diventa-il-pesce-d%e2%80%99aprile-perfetto/' addthis:title='SE LA COSA PIÙ SERIA DEL MONDO DIVENTA IL PESCE D’APRILE PERFETTO '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>“Alessandro è passato da single a impegnato ufficialmente”. Questa la dicitura, corredata con tanto di cuoricino rosso, che campeggiava sulla mia bacheca. Ammetto che la tentazione di rimuoverla immediatamente è stata fortissima ma, spinto dalla curiosità, sono riuscito a farmi forza. Ormai ero in gioco e dovevo giocare.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/04/se-la-cosa-piu-seria-del-mondo-diventa-il-pesce-d%e2%80%99aprile-perfetto/' addthis:title='SE LA COSA PIÙ SERIA DEL MONDO DIVENTA IL PESCE D’APRILE PERFETTO ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/04/se-la-cosa-piu-seria-del-mondo-diventa-il-pesce-d%e2%80%99aprile-perfetto/' addthis:title='SE LA COSA PIÙ SERIA DEL MONDO DIVENTA IL PESCE D’APRILE PERFETTO '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/04/wed__36_____by_OlegBreslavtsev.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-633" title="___wed__36_____by_OlegBreslavtsev" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/04/wed__36_____by_OlegBreslavtsev-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Confesso, l’altra notte ho fatto le ore molto piccole. No, non ho passato la notte insonne nel tentativo di farmi venire un’idea abbastanza carina per il pesce d’aprile, ma a lavorare davanti al computer. Tant’è che stamattina, un caro amico mi ha svegliato mandandomi ben tre messaggi con cui mi chiedeva di reggergli il gioco, commentando il suo cambio di situazione sentimentale (ovviamente fittizio) su Facebook. Li per li, ancora intorpidito dal sonno, stavo per mandarlo a quel paese ma poi, siccome la  splendida giornata di sole mi aveva messo di ottimo umore, ho pensato bene di mutuare il suo scherzo. Così, giusto per farmi due risate. “Alessandro è passato da single a impegnato ufficialmente”. Questa la dicitura, corredata con tanto di cuoricino rosso, che campeggiava sulla mia bacheca. Ammetto che la tentazione di rimuoverla immediatamente è stata fortissima ma, spinto dalla curiosità, sono riuscito a farmi forza. Ormai ero in gioco e dovevo giocare. Nel giro di qualche secondo ho cominciato a ricevere le notifiche dei primi “Mi piace”, ancora qualche minuto ed ecco i commenti. Il primo è stato di Annalisa che, conoscendomi molto bene, ha subito tentato di smascherarmi: “Vabbè dai, è un pesce d’aprile!” ma, proprio quando credevo che il mio pesce d’aprile cominciasse a puzzare, ecco la mail che non t’aspetti. Stafania, amica di Lugano che, in privato, mi ha fatto la classica offerta che non si puo’ rifiutare: “Anch’io ho fatto lo stesso scherzo… che ne dici di fidanzarci per un giorno?”. Ovviamente non mi sono fatto pregare e, così, ho presentato la mia “ragazza ufficiale” agli amici di Facebook, lasciandomi andare a frasi smielate ed annunciando pubblicamente che, presto, si sarebbe trasferita da me. Apriti cielo. Messaggi su messaggi, pubblici e privati, d’incredulità e di approvazione. Romanticisti contro illuministi, anzi, antiromanticisti militanti. Fantastico. Due esempi delle rispettive fazioni? Veronica che, evidentemente felice per la notizia, scrive: “non ci posso credere, il fidanzato d’Italia si è impegnato. Allora dev’essere una cosa seria, un abbraccio!”, e Livia, che commenta con un laconico: “Lasciami almeno portare via la bottiglia di champagne che ti ho lasciato in frigorifero”. Scherzo divertente, a tratti esilarante, certo, ma sarei ipocrita se non dicessi che, dopo un po’, l’ilarità ha lasciato spazio ad un sottile velo di malinconia. Magari facciamo fatica ad ammetterlo, ma ciascuno di noi, per quanto entusiasta della propria vita da single, dei suoi spazi e di quell’equilibrio riconquistato con tanta fatica, beh, accarezza la speranza che un giorno, prima o poi, arrivi qualcuna in grado di fargli battere il cuore che ha nel petto. E non quello stilizzato del profilo di Facebook.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>onte: L&#8217;Ordine del 2 aprile 2011</p>
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		<title>COMO E LA DÉCHETS ÉPOQUE</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 17:18:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/03/como-e-la-dechets-epoque/' addthis:title='COMO E LA DÉCHETS ÉPOQUE '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Como sporca è un paradosso. Come vedere Claudia Schiffer con un paio di baffi ed i peli sulle gambe.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/03/como-e-la-dechets-epoque/' addthis:title='COMO E LA DÉCHETS ÉPOQUE ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/03/como-e-la-dechets-epoque/' addthis:title='COMO E LA DÉCHETS ÉPOQUE '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/03/LA-DÉCHETS-ÉPOQUE-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-622" title="LA DÉCHETS ÉPOQUE" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/03/LA-DÉCHETS-ÉPOQUE--300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>In medicina, gli agenti di contrasto sono utilizzati per mettere in evidenza particolari che, altrimenti, risulterebbero impercettibili. Ecco, nelle righe a seguire, la nuova mostra di Villa Olmo sarà il mio agente di contrasto. Come? Semplice, voglio dire la mia sulla questione sporcizia e, per farlo, mi avvarrò del principio di cui parlavo all’inizio. D’altra parte ho gioco facile perché, il contrasto tra  l’inestimabile bellezza delle opere d’arte in questione e la bruttezza dello stato d’incuria in cui versa la nostra città, è talmente evidente da risultare tristemente lapalissiano. Certo, dirà qualcuno, la sporcizia è sporcizia e contrasta con qualsiasi contesto minimamente civile. Giusto. Ma, a mio avviso, quando tocca una città come Como, che è, di per sé, un’espressione del concetto stesso di bellezza, beh, siamo al paradosso. Come vedere Claudia Schiffer con un paio di baffi ed i peli sulle gambe. Certo, non venendo dalla Luna, sono consapevole delle oggettive difficoltà alle quali, Sindaco ed Assessore alla partita, sono costretti a far fronte: dall’ormai cronica mancanza di soldi, per arrivare alla palese maleducazione di alcuni individui, ci mancherebbe. Ma va anche osservato che un’amministrazione comunale, una volta preso atto della mancanza di soluzioni convenzionali, dovrebbe tentare d’inventarsi qualcosa di anticonvenzionale, quantomeno per alcune priorità. Penso a soluzioni come il coinvolgimento dei privati o, perché no, ad una tassa di soggiorno (che potremo istituire a federalismo approvato), oppure ad una proposta (rimasta inascoltata) che feci qualche anno fa in consiglio comunale, il road pricing, ovvero un pedaggio da far pagare a tutti quei mezzi pesanti (circa 90.000 all’anno) che, anziché utilizzare l’autostrada, entrano in città. Volgarizzando il concetto, visto che il patto di stabilità non ci permette di spendere, dobbiamo trovare strade alternative per fare cassa, insomma. Questo ci consentirebbe di racimolare le risorse necessarie per asfaltare le nostre strade disastrate, per la pulizia della città e per quelle piccole grandi opere che, magari, non avranno la ridondanza delle paratie o del nuovo ospedale, ma che ritengo essenziali per la vivibilità di Como. Qualche esempio? Uno potrebbe essere il rifacimento dei giardini a lago, con un occhio di riguardo per il parco giochi, che oggi versa in condizioni pietose, tanto che non ci farei giocare nemmeno il mio cane, figuriamoci i bambini. Insomma, tornando al principio del contrasto, direi che qui c’è una Dechéts Epoque da archiviare, ed una nuova Bélle Epoque da inaugurare. Diamoci dentro.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/03/como-e-la-dechets-epoque/' addthis:title='COMO E LA DÉCHETS ÉPOQUE ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un pensiero per i fratelli di Tokamachi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 17:57:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/03/un-pensiero-per-i-fratelli-di-tokamachi/' addthis:title='Un pensiero per i fratelli di Tokamachi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Dopo la terribile tragedia del terremoto, ho pensato di mandare una mail agli amici che ho avuto l'onore di conoscere nel 2006, in occasione della nostra visita a Tokamachi<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/03/un-pensiero-per-i-fratelli-di-tokamachi/' addthis:title='Un pensiero per i fratelli di Tokamachi ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/03/un-pensiero-per-i-fratelli-di-tokamachi/' addthis:title='Un pensiero per i fratelli di Tokamachi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/03/Tokamachi-126.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-613" title="Tokamachi (126)" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/03/Tokamachi-126-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Caro Amico,</p>
<p>ci siamo conosciuti nel 2006, in occasione delle celebrazioni del gemellaggio tra Como e la tua splendida città.</p>
<p>Le immagini della tragedia che ha colpito il tuo paese hanno fatto rivivere a noi italiani quanto accaduto nel 2009 a L&#8217;Aquila e, proprio per questo motivo, oltre che per il sincero sentimento che ci lega al vostro glorioso popolo, ci hanno profondamente colpiti.</p>
<p>Capisco perfettamente che in questi momenti le parole contino poco, ma spero che il mio umile saluto e all&#8217;abbraccio ideale di tutti i cittadini di Como, possano essere un simbolico ma significativo contributo di vicinanza in questo difficile  momento.</p>
<p>La storia ci ha insegnato che quello giapponese è un popolo valoroso, di veri e propri guerrieri, in grado di affrontare le prove peggiori con onore e dignità, perchè &#8211; come diceva il vostro grande Yukio Mishima -  &#8220;Il valore di un uomo si rivela nell&#8217;istante in cui la vita si confronta con la morte&#8221;.</p>
<p>Siamo vicini a voi ed alle vostre famiglie, un abbraccio fraterno.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>Dear Friend,</p>
<p>We met in 2006, at the celebrations of the twinning between Como and your beautiful city.</p>
<p>The images of the tragedy that struck your country remind us of what happened in 2009 in L&#8217;Aquila: for this reason and for the sincere feeling that binds us to your glorious people, we were deeply struck.</p>
<p>I fully understand that in moments like these, words mean very little, but I really hope that my humble greetings, with the ideal embrace of all Como’s citizens, may be a symbolic but significant contribution of closeness during this difficult time.</p>
<p>History has taught us that Japanese people  are very worthy and are made of really true warriors, able to deal against bad luck with honor and dignity, because &#8211; in the words of your great Yukio Mishima &#8211; &#8220;<em>The value of a man appears in the moment in which life confronts death</em>&#8220;.</p>
<p>We are close to you and your families, a fraternal embrace.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p><a href="https://picasaweb.google.com/alessandro.nardone/Como_Tokamachi#" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/picasaweb.google.com/alessandro.nardone/Como_Tokamachi?referer=');"><strong>Como &#8211; Tokamachi</strong></a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/03/un-pensiero-per-i-fratelli-di-tokamachi/' addthis:title='Un pensiero per i fratelli di Tokamachi ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il Comune di Como aderisca all&#8217;iniziativa di Wired, portiamo il wi-fi gratis in Piazza Volta!</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 13:44:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/02/il-comune-di-como-aderisca-alliniziativa-di-wired-portiamo-il-wi-fi-gratis-in-piazza-volta/' addthis:title='Il Comune di Como aderisca all&#8217;iniziativa di Wired, portiamo il wi-fi gratis in Piazza Volta! '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>L'invito che faccio al Sindaco ed a tutti gli Amministratori, è quello di raccogliere l'appello di Wired scegliendo una piazza che, per il suo significato, conferirebbe all'iniziativa un altissimo valore simbolico: Piazza Alessandro Volta.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2011/02/il-comune-di-como-aderisca-alliniziativa-di-wired-portiamo-il-wi-fi-gratis-in-piazza-volta/' addthis:title='Il Comune di Como aderisca all&#8217;iniziativa di Wired, portiamo il wi-fi gratis in Piazza Volta! ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2011/02/il-comune-di-como-aderisca-alliniziativa-di-wired-portiamo-il-wi-fi-gratis-in-piazza-volta/' addthis:title='Il Comune di Como aderisca all&#8217;iniziativa di Wired, portiamo il wi-fi gratis in Piazza Volta! '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/02/wired.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-598" title="wired" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2011/02/wired-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a>Dallo scorso mese di novembre, <strong>la rivista Wired</strong>,  ha lanciato una vera e propria campagna d&#8217;opinione per la diffusione di  internet e della banda larga nel nostro Paese scegliendo, non certo a  torto, uno slogan che lascia ben poco spazio ad interpretazioni: <strong>Sveglia Italia!</strong></p>
<p>Nell&#8217;ambito  di questa campagna, hanno preso corpo alcune iniziative virali in grado  di stimolare il dibattito sia dal punto di vista socio-economico che da  quello politico. Tra queste, oltre alla petizione per inserire internet  nella Costituzione, la più interessante e, se vogliamo, la più  concreta, è senza dubbio quella con cui <strong>viene data la  possibilità, a sindaci ed amministratori locali, di ricevere un kit  grazie al quale sarà possibile portare la rete wi-fi gratis in una  piazza della propria città al costo di 0 euro</strong>. Sì, avete capito bene.</p>
<p>L&#8217;idea  iniziale, nell&#8217;anno del 150mo anniversario dell&#8217;Unità Nazionale, era  quella di raggiungere le 150 piazze ma, nel giro di pochissime  settimane, le richieste hanno raggiunto e superato quota 220.</p>
<p><strong>A  questo punto, l&#8217;invito che faccio al Sindaco ed a tutti gli  Amministratori, è quello di raccogliere l&#8217;appello di Wired scegliendo  una piazza che, per il suo significato, conferirebbe all&#8217;iniziativa un  altissimo valore simbolico: Piazza Alessandro Volta.</strong></p>
<p>Farlo è semplicissimo, basta inviare la richiesta a questo inirizzo e-mail: <strong>info@wired.it</strong></p>
<p>In  attesa di avere il wi-fi libero in tutta la città, cominciare ad averlo  in una delle nostre piazze simbolo non sarebbe affatto male&#8230; <strong>Sveglia Como! </strong></p>
<p><strong>Alessandro Nardone<br />
</strong></p>
<p><strong>Ecco il link alla campagna di Wired:</strong> http://mag.wired.it/svegliaitalia/cari-sindaci-wired-porta-il-wi-fi-gratis-in-150-piazze-prenotatevi.html</p>
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		<title>Dieci anni di&#8230; me</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 13:37:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/12/dieci-anni-di-me/' addthis:title='Dieci anni di&#8230; me '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div>Nient'altro che un elenco, scritto di getto.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.nardone.org/2010/12/dieci-anni-di-me/' addthis:title='Dieci anni di&#8230; me ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.nardone.org/2010/12/dieci-anni-di-me/' addthis:title='Dieci anni di&#8230; me '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/12/alessandro_baby.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-587" title="alessandro_baby" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/12/alessandro_baby-300x299.jpg" alt="" width="300" height="299" /></a>3 – 2 – 1 – 0… L’arrivo del nuovo Millennio, festeggiato con gli amici a Barcellona. Comincia la mia esperienza da Presidente provinciale di Azione Giovani. La vacanza a Benidorm con i miei amici più cari. La fine della “traversata del deserto”: la Casa delle Libertà vince le elezioni e manda a casa la sinistra. Eletto alla Camera Alessio Butti. Lo scudetto della Roma. La gioia per la promozione del Como, nella finale contro il Livorno. Gl’incidenti durante il G8 di Genova. Il brusco risveglio dell’Occidente: la tragedia dell’11 settembre. Esce “A rush of blood to the head”, il miglior album dei Coldplay. Ha inizio la frode dell’Euro: più soldi alle banche e molti, moltissimi meno per la gente. Ho le vostre buone ragioni: la mia campagna elettorale. Vengo eletto al Comune di Como, sesto più votato della lista di Alleanza Nazionale. Jean Marie Le Pen arriva al ballottaggio alle elezioni presidenziali francesi. L’invasione dell’iIraq. Nassirya: per non dimenticare. Sergio vive: passa la mozione per intitolare un luogo pubblico a Sergio Ramelli. La mia più grande soddisfazione politica: inaugurata la “Passeggiata Ramelli”. Simona, mia sorella diventa dottoressa in giurisprudenza. Schultz, il kapò. Vado a vivere da solo. Schumi ancora Campione con la ferrari. “Vi faccio vedere come muore un Italiano”: l’Onore di Fabrizio Quattrocchi. Bush vince ancora. Esce Giorni, di Simone Tomassini, colonna sonora della mia estate a Rimini. Le lacrime per l’addio al Papa che ha saputo cambiare la storia: Karol Wojtyla. Il successo (da molti inaspettato) del Capodanno in piazza Volta a Como , insieme a Tote e Morris. Il primo giorno di lavoro al Casinò di Campione. Esce “How to dismantle an atomic bomb”, ennesimo capolavoro degli U2”. Il viaggio in Giappone. L’arrivo di Elys, il mio amore più grande.  Rivince Mortadella. Alessio Butti diventa Senatore. Il cielo è azzurro sopra Berlino: Campioni del Mondo! Seven Nation Army: il po-po-po-po. L’illusione di diventare padre. La campagna elettorale andata male. Esce il pezzo migliore dei Coldplay: Violet Hill. La convivenza. Vince Sarkò. La fuga da Elys, la mia delusione più grande. Mi rialzo, finalmente. Esce l&#8217;iPhone, passo a Mac. Nuova vita, nuovi amici: ecco Simo e Balza. Scrivo. Marta e Patty, grazie per i sorrisi. Lauretta, grazie per il sostegno. Le valige della stronza. Facebook. Le meravigliose spiagge dei Carabi. Si sposa mia sorella Francesca. Cristina, mia cugina, non c’è più. Nasce Camilla, l’amore mio. Stavolta rivinciamo noi. La fine del Partito in cui sono cresciuto: Alleanza Nazionale. La nascita del mio nuovo Partito: il Pdl. Nasce L&#8217;Ordine. Esce “Ti odio da morire”, il mio primo romanzo. Sylvie prende tutti per il culo. Esce “No line on the horizon” degli U2, un album Magnificient. Il muro. La battaglia contro il coprifuoco a Como. Il libro va, che soddisfazione. Fini, che delusione. Nasce Carlotta, amore mio ad ex aequo con Camilla. Finalmente mi metto in testa di dimagrire e perdo 20 kg. Continuo a scrivere. Il mio Papà va in pensione, dopo 47 anni. Sto benissimo, in forma come non mai. Ho deciso: torno a vivere in centro. Ho deciso cosa fare nel prossimo decennio: scriverò il mio destino. Ciao anni 10.</p>
<p>Buon Anno a tutti.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>PS: perchè ho messo una mia foto da piccolo? Così, perchè mi andava! <img src='http://www.nardone.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Tavola rotonda sul Ticino: le differenze tra Como e Lugano</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 13:12:23 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/12/TW-N°28-tavola-rotonda.pdf" target="_blank">per leggere l&#8217;articolo clicca qui</a></strong></p>
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