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	<title>.:: ALESSANDRO NARDONE &#124; Nel Popolo della Libertà ::. &#187; Archivio</title>
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		<title>SILVIO, DETASSA LE NUOVE ASSUNZIONI!</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:45:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C’è grossa crisi. Ahinoi, da cavallo di battaglia di un fortunatissimo personaggio del bravo Corrado Guzzanti, questa frase, nel giro di qualche anno, è diventata la constatazione di un’amara realtà. Quella del nostro tempo. A volerla proprio dire tutta, pare che certi gufi sinistrorsi l’abbiano quasi bramata questa crisi del cavolo, infatti, chi di noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/silvio-smile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-285" title="silvio smile" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/silvio-smile-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>C’è grossa crisi. Ahinoi, da cavallo di battaglia di un fortunatissimo personaggio del bravo Corrado Guzzanti, questa frase, nel giro di qualche anno, è diventata la constatazione di un’amara realtà. Quella del nostro tempo. A volerla proprio dire tutta, pare che certi gufi sinistrorsi l’abbiano quasi bramata questa crisi del cavolo, infatti, chi di noi non ricorda i manifesti dei vari menagrami come Ulivo, Rifondazione, Verdi ecc ecc sui quali campeggiavano inquietanti slogan del tipo “Arriverai a fine mese?”. Correva l’anno 2006, eh già, come dimenticarli? Ma, in quanto a gufaggine, la performance migliore fu, di gran lunga, quella degli allora Ds che, capitanati dal vampiresco Fassino, diedero vita ad una campagna di comunicazione che s’intitolava “La famiglia Spera”, pubblicità che, per il bene della nostra stabilità mentale, abbiamo immediatamente provveduto a rimuovere dal novero dei nostri ricordi. In questo caso val la pena perdere un altro minuto per rinfrescarci la memoria, si, perché la geniale trovata nosferatu-fassiniana consisteva nel raffigurare la “famiglia tipo” italiana, con fattezze talmente lugubri che, in confronto, la Famiglia Addams sembrava quella di Willy il Principe di Bel Air. Chiusa la premessa (semi)scherzosa, vengo al nocciolo della questione, ovvero alle proposte per tamponare la crisi che sono circolate negli ultimi giorni. Franceschini, segretario pro tempore del Pd, si batte per l’assegno di disoccupazione, proposta che, di primo acchito, potrebbe anche apparire sensata ma che, oltre ad essere irrealizzabile, dietro di se nasconde insidie con un peso specifico ben maggiore del titanico costo di realizzazione. Infatti, come ha spiegato ieri Berlusconi, per certi imprenditori l’assegno diventerebbe una sorta d’incentivo a licenziare, per poi continuare a pagare in nero i loro lavoratori e, se questa fosse la piega, non è difficile immaginare le conseguenze. Certo, il Cavaliere ancora una volta c’ha visto giusto ma, come sensata controproposta alle veltronate di Franceschini e, soprattutto, alle esigenze di molti, moltissimi italiani, potrebbe portare avanti un progetto che, a mio avviso, pomperebbe parecchio combustibile nel serbatoio della nostra economia: la detassazione totale, per un periodo di 24 mesi, delle nuove assunzioni. Ci pensi Presidente, con una proposta del genere per l’ennesima volta spariglierebbe le carte, dimostrerebbe grande coraggio e darebbe alle aziende italiane quell’iniezione di fiducia di cui hanno stramaledettamente bisogno, inferendo un colpo potentissimo tanto alla disoccupazione quanto al precariato. Qualcuno potrebbe obbiettare sbandierando il fatto che la detassazione costituirebbe un mancato introito per le casse dello Stato, certo, ma solo nel medio periodo, infatti, tra due anni, quando, come tutti ci auguriamo, la crisi sarà ormai alle spalle, quelle assunzioni daranno i loro frutti, anche in termini di entrate. E poi, diciamocela tutta, sarebbe una risposta perfettamente in linea con il sacrosanto atteggiamento tenuto sin’ora da lei e da tutto il suo Governo che, a differenza dei gufi e delle cornacchie spelacchiate che stanno dall’altra parte, dispensa ottimismo per il presente e speranza per il futuro. In estrema sintesi, il messaggio potrebbe essere letto in questo modo: Speranza contro Rassegnazione, Occupazione contro Disoccupazione, Vittoria contro Sconfitta… insomma, caro Presidente, faccia l’ennesimo sforzo per riaccendere la speranza nel nostro amato Paese, soprattutto quella di noi giovani, che non vediamo l’ora di avere una possibilità concreta per metterci in gioco e dimostrare il nostro valore, per poter essere indipendenti, affermandoci nella società in cui viviamo. Dandoci la possibilità di ambire ad una nuova occupazione e non, come dice Franceschini, ad una nuova disoccupazione.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>7 marzo 2009</p>
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		<title>LA GIORNATA TIPO DI WALTER VELTRONI</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:43:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ore 7.00: la signora Veltroni cerca di svegliare Uòlter con un tenero bacio sulla guancia, ma lo sbarramento al 4% non le permette di accedere alla metà del letto in cui riposa il marito
Ore 7.03: dopo essersi svegliato di soprassalto, Uòlter corre a controllare se ha ricevuto corrispondenza da Obama ma, nella cassetta delle lettere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/veltroni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-282" title="veltroni" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/veltroni-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>Ore 7.00:</strong> la signora Veltroni cerca di svegliare Uòlter con un tenero bacio sulla guancia, ma lo sbarramento al 4% non le permette di accedere alla metà del letto in cui riposa il marito</p>
<p><strong>Ore 7.03:</strong> dopo essersi svegliato di soprassalto, Uòlter corre a controllare se ha ricevuto corrispondenza da Obama ma, nella cassetta delle lettere, trova solo L’Unità</p>
<p><strong>0re 7.15:</strong> Uòlter scende a fare colazione e, una volta a tavola, lancia un monito alla moglie: “Io non bevo il caffelatte, io sono come Barak, faccio colazione all’americana: yogurt, milk e mostarda… wat shainid la mostada?”</p>
<p><strong>Ore 8.00:</strong> ancora in preda agli strani movimenti intestinali causati dalla colazione americana Uòlter esce di casa: vorrebbe andare al loft, ma anche alla toilette</p>
<p><strong>Ore 11.00:</strong> dopo 3 ore d’indecisione passate al telefono a confrontarsi con Bettini, Uòlter affida l’annuncio ufficiale alle agenzie di stampa: “Abbiamo finalmente rotto ogni indugio, questa mattina mi recherò al loft”</p>
<p><strong>Ore 11.30:</strong> appena varcata la soglia della sede del PD, Uòlter chiede alla sua segretaria di controllare se, per caso, Obama l’abbia cercato al telefono ma lei, sconsolata, risponde di no alzando gli occhi e scuotendo il capo</p>
<p><strong>Ore 11.31:</strong> Uòlter accende il suo computer e controlla se, per caso, Obama gli abbia scritto… “Oh… una mail dall’america!”. Ma è soltanto spam per il viagra…</p>
<p><strong>Ore 11.45:</strong> dopo aver sfogliato i giornali Uòlter chiama Bettini per chiedergli il significato di “amalgama malriuscito”</p>
<p><strong>Ore 12.30:</strong> una volta compreso cosa significhi “amalgama malriuscito” Uòlter chiama la sua segretaria e le chiede di convocare d’urgenza il Governo Ombra, alle 14 nello Studio Ovale… “Mhmmm Presidente, scusi se mi permetto ma… qui da noi non c’è nessuno Studio Ovale…” dopo averla messa in attesa ed essersi confrontato per circa mezz’ora con Bettini, Uòlter finalmente le risponde: “Va bene, va bene… però ricordatevi che se non era per la scarlattina io a quest’ora stavo a Kansas City! Scriva semplicemete che sono convocati alla Casa Bianc.. ehm.. qui al loft…”</p>
<p><strong>Ore 12.35:</strong> tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè Di Pietro continui a remargli contro</p>
<p><strong>Ore 12.36:</strong> tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè Parisi continui a remargli contro</p>
<p><strong>Ore 12.37:</strong> tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè D’Alema continui a remargli contro</p>
<p><strong>Ore 12.38:</strong> tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè Rutelli continui a remargli contro</p>
<p><strong>Ore 12.39:</strong> tra un cheeseburger ed un milkshake chiede a Bettini perchè Bersani continui a remargli contro</p>
<p><strong>Ore 12.40:</strong> controlla, sul suo iPhone, se Obama ha accettato la sua richiesta d’amicizia su Facebook, ma ancora niente… “Sarà impegnato, in fondo gliel’ho fatta solo un mese e mezzo fa…”</p>
<p><strong>Ore 13.00:</strong> Uòlter chiama Di Pietro per chiedergli spiegazioni in merito ai suoi continui attacchi al PD ma, non capendo una parola, lo mette in attesa e chiede a Bettini se per caso la sua segretaria non gli abbia dato il numero dell’ambasciata nigeriana</p>
<p><strong>Ore: 13.30:</strong> Uòlter incontra una rappresentanza di lavoratori e, dopo aver ascoltato le loro istanze, li rassicura dicendogli: “Sono con voi”</p>
<p><strong>Ore 14.00:</strong> Uòlter incontra una rappresentanza degli imprenditori e, dopo aver ascoltato le loro istanze, li rassicura dicendogli: “Sono con voi”</p>
<p><strong>Ore 14.30:</strong> “Signor Presidente, i Ministri ombra la stanno aspettando!”… “Sì sì, dica loro che sbrigo una pratica importantissima e arrivo”… dopo aver agganciato il telefono Uòlter si concede ancora un paio di minuti sotto i raggi della sua lampada UVA e, prima di uscire dalla stanza, si guarda oroglioso allo specchio tenendo in mano un santino di Obama</p>
<p><strong>Ore 16.30:</strong> Comincia a fare buio, la riunione del Governo Ombra può dirsi conclusa</p>
<p><strong>Ore 17.00:</strong> Uòlter convoca una conferenza stampa in cui spiegherà i motivi per cui ritiene che la soluzione del problema “Monnezza” a Napoli non sia merito di Berlusconi, ma del centrosinistra: “Come al solito il Cavaliere millanta meriti non suoi. Chi ha messo Bassolino in regione? Noi! E la Iervolino in comune? Sempre noi! Se non fosse stato per loro la monnezza per le strade di Napoli non ci sarebbe mai stata e Berlusconi non avrebbe mai potuto rimuoverla!”. Bettini, seduto al suo fianco, si dice entusiasta del suo leader e, attento a non farsi vedere da lui, si mangia un panino con la mortazza</p>
<p><strong>Ore 18.00:</strong> Uòlter tiene un discorso alla conferenza programmatica del Lingotto, due ore in cui parla accompagnato da immagini suggestive e citando Kennedy, Gandhi e Churchill. Alla fine del suo intervento, dopo un lungo applauso, il commento dei delegati del PD è unanime: “Ma che cazzo ha detto?”</p>
<p><strong>Ore 19.00:</strong> dopo aver rinunciato a capire cosa egli stesso avesse detto nell’intervento, prende il suo iPhone e controlla se ha ricevuto un sms di congratulazioni da Barak Obama, ma trova solo quello di un entusiasta Bettini</p>
<p><strong>Ore 19.30:</strong> Uòlter si fa accompagnare da Bettini ad un incontro con i residenti della <a title="http://www.youtube.com/watch?v=6FHWWIeP2Ls" href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=62924471348&amp;h=cd0dbe21bd002a7b6f5cea64654c0ea0&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D6FHWWIeP2Ls" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=62924471348_amp_h=cd0dbe21bd002a7b6f5cea64654c0ea0_amp_url=http_3A_2F_2Fwww.youtube.com_2Fwatch_3Fv_3D6FHWWIeP2Ls&amp;referer=');"> Borgata Pinarelli</a></p>
<p><strong>Ore 20.30:</strong> dopo aver girato per ore ed ore senza essere riuscito a trovare la Borgata Pinarelli Uòlter, arrabbiatissimo, impreca pensando che a Kansas City non si sarebbe mai perso</p>
<p><strong>Ore 20.35:</strong> Uòlter va alla festa che ha organizzato con i suoi amici di Facebook ma, all’improvviso, comincia a diluviare ed a tirare un forte vento. Uòlter, preoccupato per i danni che Fassino potrebbe subire alla schiena, allerta la Protezione Civile</p>
<p><strong>Ore 21.00:</strong> Uòlter arriva alla festa, dove viene accolto da una folla oceanica: almeno 150 persone secondo fonti vicine agli organizzatori, 9 stando ai dati della Questura</p>
<p><strong>Ore 22.00:</strong> Uòlter ha appena concluso il suo intervento in cui ha parlato accompagnato da immagini suggestive e citando Obama, Lincoln e, infine, Er Monnezza. Dopo un lungo applauso, il commento degli invitati alla festa è unanime: “Abbiamo capito solo la parte finale dell’intervento. Che cazzo ha detto per oltre un’ora?”</p>
<p><strong>Ore 22.03:</strong> dopo essersi convinto che dovrebbe ispirarsi più spesso a Er Monnezza, controlla sull’IPhone se ha ricevuto un sms di congratulazioni da Barak Obama, ma trova solo quello di un entusiasta Bettini</p>
<p><strong>Ore 22.35:</strong> ormai stanco sale in macchina con Bettini: “Goffrè, portami alla Casa Bianc… ehm.. a casa”, dopo pochi istanti …driiiiiiiiiin driiiiiiiiiiiin… squilla l’iPhone: è un numero sconosciuto… “Halò, mister Uòlter Veltroni?”… “Yes yes, i… i can!”… “Mhmm, ok, le passo il Presidente, mister Barak Obama”… Uòlter non sta nella pelle, Bettini non sta nella camicia… ma eccolo, con la sua voce inconfondibile, è proprio lui… “Hey, Uòlter, are you doing?”… “Mhmmm… oh, Obama… my friend… yes, we… we… we can!”… “Uòlter you can speak english?”… “Mhmmm… oh, Obama… my friend… yes, we… we… we can!”… “Ok, wonderful!”</p>
<p><strong>Ore 23.40:</strong> dopo aver ascoltato per oltre un’ora Obama, senza aver capito mezza parola, un sudatissimo Uòlter spera di riuscire a salutare il Presidente Americano senza tradire la sua poca dimestichezza con l’inglese… “Ok Uòlter… you understand?”… “Oh, Obama… ehmmm… yes, i… can!”… “Ah… Uòlter…”… “Yes Barak!”… “Ahahah…”… “Silvio, ancora tu! Adesso basta, mi hai rotto le palle con questa storia!”… “Dai Uòlter, sii sportivo, è solo un giuoco… dai, non lo farò più, va bene?”… “Vabbè và…”… “Buona notte… ah Uòlter!”… “Dimmi!”… “Yes we can! Ahahahahahah”… “Mavaffancul…”</p>
<p><strong>Ore 23.40:</strong> Uòlter saluta Bettini e, con aria triste, rientra a casa dove trova la moglie e la figlia, che lo accolgono con uno spledido sorriso… “Scusatemi, ma stasera non sono dell’umore… vado a dormire”… “Mah, Uòlter, amore aspetta… oggi è arrivata una busta per te… sopra c’è scritto qualcosa… tipo White House”… “Dov’è? Dammela, dammelaaaaaa!”… “Ecco ecco… stai tranquillo”… “Amò, ma te rendi conto… è lui, è Barak!”… “Bene! te l’avevo detto di stare tranquillo, che prima o poi t’avrebbe scritto!”… “Si!!! Avevi ragione!!! Adesso corro a chiamare i tutti i giornali, non vedo l’ora che tutto il mondo sappia che io e Barak siamo culo e camicia!”… “Mammina, non pensi che sarebbe meglio dirgli che gliel’hai scritta tu?”… “Shhhh! Ma che sei matta? L’ha detto anche D’Alema, magari è la volta buona che la smette di darci il tormento con questa storia”…</p>
<p><strong>Ore 1.09:</strong> Uòlter dorme con il sorriso sulle labbra, chissà cosa starà sognando…</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>15 febbraio 2009</p>
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		<title>ECCO PERCHE’ PUBBLICO IL MIO TESTAMENTO BIOLOGICO</title>
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Ho riflettuto molto negli ultimi giorni, in merito al caso della povera Eluana Englaro e, pur sforzandomi, non risco ad avere certezze. Mi limito a dire che, a questo punto, andrebbe rispettata la decisione del padre per il quale, sono certo, si tratti una situazione straziante. Una situazione dalla quale emerge l’assoluta necessità di un [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/tbprimopiano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-278" title="alessandro nardone" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/tbprimopiano-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a>Ho riflettuto molto negli ultimi giorni, in merito al caso della povera Eluana Englaro e, pur sforzandomi, non risco ad avere certezze. Mi limito a dire che, a questo punto, andrebbe rispettata la decisione del padre per il quale, sono certo, si tratti una situazione straziante. Una situazione dalla quale emerge l’assoluta necessità di un intervento del Parlamento in merito alla questione del Testamento Biologico. Per questo ho deciso di scrivere e pubblicare il mio, per dare il mio piccolo, piccolissimo contributo ad una causa che le Istituzioni devono affrontare, una volta per tutte.</p>
<p>Premesso che:</p>
<p><strong>Credo nel valore inalienabile della vita e nella strenua difesa di essa, in nome di Dio, della mia famiglia, delle persone che amo e della comunità in cui vivo. Credo nella fede e nella speranza, nella forza che sappiamo trarne nelle situazioni più difficili, anche quelle apparentemente insormontabili. Credo, altresì, nel sacrificio, sia pur estremo, affinchè le persone a me care non siano costrette a rinunciare, di fatto, al loro vivere quotidiano per accudirmi ed affinchè, persone effettivamente bisognose, abbiano la possibilità di riprendersi la loro vita. </strong></p>
<p><strong>Io, sottoscritto, Alessandro Nardone, nato a Cassino (FR) il 3 maggio 1976 e residente a Como, nel pieno delle mie facoltà mentali ed in totale libertà di scelta, dispongo che, in caso di lesione cerebrale invalidante ed irreversibile, ogni trattamento terapeutico o di sostegno (compresa l’alimentazione) dovrà cessare entro e non oltre il termine perentorio costituito dalla ventiquattresima settimana a partire dall’inizio delle cure. Autorizzo, inoltre, la donazione dei miei organi per trapianti.</strong></p>
<p>In fede.</p>
<p><strong>Alessandro NARDONE</strong></p>
<p><strong>6 febbraio 2009<br />
</strong></p>
</div>
</div>
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		<title>IN 260.000 PER CHIEDERE GIUSTIZIA – Ecco le proposte al Governo</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:36:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C’era da immaginarselo, dopo appena tre giorni il gip Cecilia Angrisani ha concesso gli arresti domiciliari a Mugurel Goia e Ionut Barbu, i due romeni accusati di favoreggiamento dei loro quattro connazionali. A quanto pare, la dottoressa Angrisani, motiverà la sua decisione affermando che i due criminali in questione risultano ancora incensurati e che, quindi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/rape.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-276" title="rape" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/rape-287x300.jpg" alt="" width="287" height="300" /></a>C’era da immaginarselo, dopo appena tre giorni il gip Cecilia Angrisani ha concesso gli arresti domiciliari a Mugurel Goia e Ionut Barbu, i due romeni accusati di favoreggiamento dei loro quattro connazionali. A quanto pare, la dottoressa Angrisani, motiverà la sua decisione affermando che i due criminali in questione risultano ancora incensurati e che, quindi, sempre stando alla sua teoria, otterranno la sospensione condizionale della pena. Dire che avevamo ragione sarebbe troppo facile di fronte ad una decisione del genere e, per quanto mi riguarda, è l’ultimo dei nostri interessi e poi, diciamocelo francamente, visti gl’innumerevoli precedenti non era certo necessario essere Nostradamus per prevedere una decisione tanto aberrante. Purtroppo. Decisione che, guarda caso, è arrivata dopo la denuncia dei radicali Rita Bernardini e Marco D’Elia sulle presunte percosse che, i criminali in questione, avrebbero subito in carcere, e contestualmente all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Certo, saranno delle casualità ma, in quanto tali, ci sarà quantomeno concesso di prendere atto di quanto beffardo sia stato il destino.</p>
<p>Nel giro di quattro giorni siamo diventati 60.000, un numero che fa impressione per quanto è grande. Sì, perché 60.000 persone riempiono una piazza od uno stadio, sono gli abitanti di una città medio-grande, insomma, è un numero che non passa inosservato, che non si può ignorare. Proprio come non si può ignorare ciò che, ahinoi, ci ha uniti, in questo gruppo: la percezione che, nel nostro Paese, la giustizia non funzioni come dovrebbe, e la scarcerazione di quei due criminali infami ne è la triste dimostrazione.</p>
<p>Per questo continueremo, per quanto a noi possibile, a far sentire la nostra voce per chiedere:</p>
<p>- <strong>al Governo ed al Presidente Berlusconi d’impegnarsi ad inasprire, nel quadro della riforma della giustizia, le pene previste per il reato di violenza sessuale dall’art. 609 bis del codice penale</strong></p>
<p>- <strong>al Ministro Alfano di valutare seriamente l’ipotesi d’inviare degli ispettori per verificare l’effettiva legittimità della decisione assunta dal gip Angrisani e per garantire che il processo si possa svolgere in piena serenità di giudizio</strong></p>
<p>- <strong>al Ministro Maroni, affinchè valuti tutte le misure per arginare un fenomeno, quello dello stupro, che ha oggettivamente superato ogni livello di guardia</strong></p>
<p>- <strong>al Ministro Carfagna, perché valuti tutte le misure per garantire la necessaria assistenza, da parte dello Stato, alle vittime di questo infame reato</strong></p>
<p>- <strong>ai Ministri Frattini e La Russa, perché possano prendere precisi accordi con i paesi d’origine di questi criminali – in molti casi la Romania – affinchè scontino la pena non in Italia, ma nelle patrie galere</strong></p>
<p>- <strong>ai Presidenti delle Camere, Fini e Schifani, ed a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, di maggioranza ed opposizione, affinchè lavorino in un clima di massima e reciproca collaborazione al fine di ottenere, nei tempi più brevi possibili, tutte le misure necessarie ad affrontare e sconfiggere questa terribile piaga</strong></p>
<p>Noi, anche a seguito dello stupro di gruppo avvenuto ieri in provincia di Cosenza, continueremo a mantenere alta l’attenzione nei confronti di un crimine, quello dello stupro, sul quale non si dovranno spegnere i riflettori. Almeno finchè non saranno adottate le misure necessarie per combatterlo, almeno finchè alle vittime non sarà garantita la massima assistenza, almeno finchè non sarà fatta giustizia.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=47580576739&amp;ref=ts" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.facebook.com/group.php?gid=47580576739_amp_ref=ts&amp;referer=');"><strong>Vai al gruppo</strong></a></p>
<p><strong>Alessandro Nardone</strong></p>
<p><strong>31 gennaio 2009<br />
</strong></p>
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		<title>AZZURRI CANTINO L’INNO ESIBENDO LA SCRITTA “ESTRADATE BATTISTI”</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:34:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Italia – Brasile. La sfida delle sfide: sul tappeto verde di Wembley scenderanno un numero indefinito di campioni strapagati, nove titoli mondiali e, chi l’avrebbe mai detto, una crisi internazionale tra i due paesi. L’oggetto del contendere? Lo conosciamo tutti, ha un nome ed un cognome: Cesare Battisti, vile assassino i cui crimini, messi l’uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/battisti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-273" title="battisti" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/battisti-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Italia – Brasile. La sfida delle sfide: sul tappeto verde di Wembley scenderanno un numero indefinito di campioni strapagati, nove titoli mondiali e, chi l’avrebbe mai detto, una crisi internazionale tra i due paesi. L’oggetto del contendere? Lo conosciamo tutti, ha un nome ed un cognome: Cesare Battisti, vile assassino i cui crimini, messi l’uno in fila all’altro, basterebbero a tracciare l’intero perimetro di un campo… da calcio, appunto. Oggettivamente una brutta persona, la cui strafottenza è, ahinoi, supportata dal protezionismo di Lula e del governo verdeoro. Infatti, sotto il sole di San Paolo, Battisti si fa intervistare e ci da bellamente dei mafiosi ed il prode Genro, Ministro dell’inGiustizia ci dice che “siamo fermi agli anni 70″ mentre nelle ultime ore, a casa nostra, si è aperto un dibattito sull’opportunità di non giocare, in segno di protesta, la sfida di Wembley. Istintivamente mi sono sentito subito d’accordo con il boicottaggio ma, riflettendoci, penso che una valida alternativa potrebbe essere quella di far cantare, ai nostri Campioni, l’Inno di Mameli brandendo uno striscione che riporti la scritta “ESTRADATE BATTISTI”. Sono convinto che un gesto di tale portata darebbe, alla nostra causa, una visibilità forse ancor maggiore rispetto al boicottagio stesso. In ogni caso, ritengo che ogni iniziativa sia buona, purchè serva a convincere Lula ed il suo governo a fare ciò che è giusto fare, ovvero, rimandarci Battisti affinchè trascorra il resto dei suoi giorni non sotto il caldo sole carioca, ma dietro le sbarre di una galera italiana.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>30 gennaio 2009</p>
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		<title>Ritorno al futuro</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:31:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Noi ci crediamo, dannazione. Sembrerà un concetto banale, financo lapalissiano, ma è semplicemente questo il motivo per cui, ogni qual volta veniamo tirati per la giacca da una certa opinione pubblica, nonostante tutti gli sforzi di questo mondo, ci ricaschiamo. D’altronde, se l’argomento non ci toccasse nel vivo, la discussione non sarebbe nemmeno partita. Alemanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/FuturePower.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-270" title="FuturePower" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/FuturePower-260x300.jpg" alt="" width="260" height="300" /></a>Noi ci crediamo, dannazione. Sembrerà un concetto banale, financo lapalissiano, ma è semplicemente questo il motivo per cui, ogni qual volta veniamo tirati per la giacca da una certa opinione pubblica, nonostante tutti gli sforzi di questo mondo, ci ricaschiamo. D’altronde, se l’argomento non ci toccasse nel vivo, la discussione non sarebbe nemmeno partita. Alemanno e La Russa non avrebbero rilasciato certe dichiarazioni, Fini non avrebbe detto quelle cose ad Atreju, e Giorgia non si sarebbe trovata tra l’incudine (per fortuna non la falce!) ed il martello. Questo è il dazio che dobbiamo pagare per il fatto di essere una Comunità, prima che un partito. Questo è il dazio che dobbiamo pagare per il fatto di sentirci Militanti, prima che amministratori o dirigenti. E ancora, questo è il dazio che dobbiamo pagare per aver fatto confusione tra una questione che è culturale, e non politica. Ci siamo fatti trascinare su di un terreno dissestato sul quale, per altro, i nostri avversari si trovano ad occhi chiusi. D’altronde, sono ormai settant’anni che non fanno altro che recitare la noiosa tiritera sulla dicotomia fascismo/antifascismo. Nel loro vuoto pneumatico è davvero l’unico argomento che gli è rimasto, come la particella di sodio protagonista di quella famosa pubblicità. Il nostro Partito nasce da una storia cominciata quasi sessantatre anni fa, sulle ceneri del peggiore conflitto della storia e di una  straziante guerra civile. Eppure, già allora, i fondatori del Movimento Sociale, parlavano dell’esigenza di arrivare ad una vera “pacificazione nazionale”. Ahinoi, il raggiungimento di quel risultato avrebbe, di fatto, eliminato lo specchietto per le allodole con il quale certa sinistra pensa ancora di abbagliare gli Italiani, evitandogli di affrontare argomenti concreti. Insomma, li avrebbe costretti a passare dalla teoria alla pratica, dalla retorica alla cultura del fare che, evidentemente, non rientra nelle loro corde. Detto questo, ha ragione da vendere Giorgia, quando dice che noi combattiamo in nome del valore supremo della libertà. Se così non fosse saremmo degli ipocriti belli e buoni, visto che siamo protagonisti di vere e proprie battaglie culturali contro tutti i regimi dittatoriali, in ultimo quella per la libertà del popolo Tibetano. Ce ne siamo forse scordati? Certo, personalmente sono convinto che i valori della libertà e della democrazia poco abbiano a che fare con una combinazione di parole che comprenda il vocabolo “anti”, ma questo non significa che non mi possa riconoscere nei principi della Costituzione. Vivaddio siamo persone in grado di ragionare, e di riuscire a vedere al di là del palmo del nostro naso, senza farci ingabbiare in steccati ideologici che non appartengono al nostro tempo. Detto questo ognuno di noi ha una coscienza con cui, volente o nolente, prima o poi dovrà fare i conti e, per quanto mi riguarda, mi sento libero di poter affermare di aver sempre difeso la memoria dei nostri Martiri senza, per questo, dover sconfinare nel becero estremismo politico fine a se stesso. Perché, cari miei, alla fine sono i fatti a contare. E allora, se le donne e gli uomini che compongono una destra riconosciuta democratica a tutti gli effetti, sono stati in grado di far emergere pezzi della nostra storia dall’oblio nel quale erano stati relegati per decenni, beh, allora vuol dire che abbiamo avuto ragione a consegnare, in maniera definitiva ed inequivocabile, il Ventennio al giudizio degli storici. Come dicevo all’inizio si tratta, ormai, di una questione culturale, alla quale ognuno, in coscienza, sarà libero di dare l’interpretazione che meglio crede, ma stando ben attento a non perdere di vista un altro valore che ritengo importantissimo: la coerenza. Quella coerenza che ci ha sempre contraddistinti da avversari ed alleati e che, a sua volta, non deve essere assolutamente confusa con lo scimmiottamento di ciò che fu prima ancora che i nostri genitori venissero al mondo. Noi, pur consapevoli del passato, siamo figli del nostro tempo ed abbiamo, dinnanzi a noi, l’orizzonte di una Patria da difendere e migliorare, fieri delle nostre idee e forti dei nostri valori.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>18 settembre 2008</p>
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		<title>Viva l’Italia liberata (dai comunisti)!</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 22:28:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/080416.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-267" title="080416" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/080416-300x258.gif" alt="" width="300" height="258" /></a>Che goduria. Lo so, non è certo un modo elegante per cominciare l’articolo ma chissenefrega, l’evento è talmente importante da non meritare un commento fintamente buonista in nome del politically correct. Per anni li abbiamo subiti, li abbiamo combattuti, loro e quel morbo dell’odio di cui erano portatori sani e con il quale hanno infettato per decenni la nostra società; per anni hanno abbindolato milioni d’italiani con le loro teorie bislacche, divenute ormai irricevibili anche per il più rosso dei compagni. L’aveva detto Gianfranco Fini a Milano, in occasione dell’apertura della campagna elettorale, che il 14 aprile sarebbe stato ricordato come la vera Festa di Liberazione, da Prodi e dai comunisti, beh, col senno del poi si può tranquillamente affermare che tutti noi speravamo che la “profezia” finiana s’avverasse ma sfido chiunque a dire che s’immaginava una disfatta di questa portata. In un sol colpo, oltre ad essere tornati al governo del Paese, ci siamo liberati di personaggi lugubri come Giordano e Diliberto, di gentaglia come Pecoraro Scanio, Paolo Cento e Vladimiro Guadagno (in arte Vladimir Luxuria), di delinquenti come Caruso, insomma, della feccia del Parlamento. Era ora, sì, perchè questa è la gente che per decenni ha bloccato lo sviluppo dell’intera Nazione, in nome della stolta ideologia del non fare. Questa è la gente che ha reso le nostre città meno sicure, che ha fatto il lavaggio del cervello a milioni di nostri giovani facendogli credere che il Muro non era mai caduto e che drogarsi fa bene. Questa è la gente che ha mandato in Parlamento assassini e terroristi, dedicando un’aula del Senato al giottino Carlo Giuliani (targa da rimuovere immediatamente). Questa è la gente che andava a ridere ai funerali dei nostri Caduti a Nassirya. Questa è la gente che manifestava con i kamikaze islamici. Questa è la gente che usava gli aerei di Stato per andare a farsi i fatti propri. Questa è la gente che ha venduto i morti del Cermis in cambio della terrorista Baraldini. Insomma, questa è la gente che gl’italiani hanno finalmente saputo mandare al diavolo o, nel caso del Sig. Guadagno, a dar via il culo.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>16 aprile 2008</p>
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		<title>L’alba del Popolo della Libertà</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 20:11:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dado è tratto, finalmente. I più davano ormai per scontata una campagna elettorale scialba, priva di sucitare un reale interesse nel Paese per via del diffuso sentimento di antipolitica con il quale Prodi e soci sono stati capaci, con i loro disastri, d’ infettare la nostra società. Molto probabilmente questa previsione si sarebbe avverata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/Berlusconi_611173a.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-209" title="Berlusconi_611173a" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/Berlusconi_611173a-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Il dado è tratto, finalmente. I più davano ormai per scontata una campagna elettorale scialba, priva di sucitare un reale interesse nel Paese per via del diffuso sentimento di antipolitica con il quale Prodi e soci sono stati capaci, con i loro disastri, d’ infettare la nostra società. Molto probabilmente questa previsione si sarebbe avverata se due grandi persone come Berlusconi e Fini non avessero avuto il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo realizzando un sogno che sembrava, nostro malgrado, destinato a rimanere tale: la casa comune del Popolo della Libertà. Un passo di portata storica, capace di scaldare il cuore di ognuno di noi, perchè ci restituisce una prospettiva di ampio respiro nel nome di valori e principi comuni cementati da anni di militanza e partecipazione fianco a fianco, gomito a gomito. <em><strong>Storie diverse che si sono unite quattordici anni fa in un orizzonte comune, che si è fatto via via sempre più nitido, fino ad oggi, all’alba in cui sta sorgendo il Popolo della Libertà.</strong></em> Sono il primo a comprendere l’emozione di qualcuno perchè, vivaddio, siamo persone che hanno sempre vissuto la politica con il cuore, orgogliosi della propria identità, della propria storia. Una storia fatta di militanza, di coerenza e di coraggio, perchè questo è il momento di ricordare che se oggi possiamo celebrare la nascita di una grande forza di centrodestra è anche e soprattutto grazie a tutte quelle ragazze e quei ragazzi che difendevano le proprie idee nelle fila del Movimento Sociale, quando combattere il comunismo e sventolare il Tricolore, nella nostra amata Italia, voleva dire rischiare la vita. Rischiare la vita a vent’anni, per un ideale, in difesa di valori per noi tutt’oggi inestimabili… beh, c’è chi la vita l’ha persa per davvero, ragazzi che hanno pagato il prezzo più alto in nome delle idee e dei valori che oggi, grazie al loro sacrificio, sono condivisi dalla stragrande maggioranza del Popolo Italiano. Adesso dovremo essere capaci anche noi di gettare il cuore oltre l’ostacolo, condividendo questa scelta coraggiosa, e supportandola con tutti noi stessi affinchè quest’occasione non vada persa. Per quanto riguarda i vertici, beh, da loro mi aspetto che questa sia solo la prima di tante altre scelte coraggiose, a cominciare da quel ricambio generazionale che aspettiamo da ormai troppo tempo, largo ai giovani, quindi, magari adottando il criterio delle Quote Giovani, garantendo agli “over trentacinque” il 30% dei posti utili in lista.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>11 febbraio 2008</p>
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		<title>America’s Super Tuesday, Italian Happy Ending</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 20:08:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Potremmo tranquillamente ribattezzarlo il Super Tuesday de noantri, questo martedì che si preannuncia davvero memorabile per lo scioglimento della legislatura più nefasta – quindi più breve – della storia della Repubblica. Paradossalmente, la disfatta del prodismo e dello schieramento di sinistracentro coincide con la grande kermesse delle primarie a stelle e strisce che ha, quasi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/SUPER_TUESDAY.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-261" title="SUPER_TUESDAY" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/SUPER_TUESDAY-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Potremmo tranquillamente ribattezzarlo il Super Tuesday de noantri, questo martedì che si preannuncia davvero memorabile per lo scioglimento della legislatura più nefasta – quindi più breve – della storia della Repubblica. Paradossalmente, la disfatta del prodismo e dello schieramento di sinistracentro coincide con la grande kermesse delle primarie a stelle e strisce che ha, quasi, incoronato a contendersi la Casa Bianca l’ex First Lady Hillary Clinton e l’Eroe del Vietnam John “Rambo” McCain (per il quale, nonostante l’età, facciamo il tifo). Dico paradossalmente perchè ci troviamo di fronte due casi esattamente speculari tra loro: da una parte la massima espressione della democrazia con il rito delle elezioni primarie, con le quali i cittadini scelgono direttamente i loro candidati e, dall’altra, il rito dello scioglimento delle camere avvenuto dopo il rito delle consultazioni, due settimane buttate al vento per capire quello che già tutti avevano capito, tranne Napolitano… ovvero che questo parlamento non era più in grado di esprimere una maggioranza… bella scoperta! Ahinoi, in Italia c’è questo brutto vizio di dilatare i tempi, qualsiasi cosa si faccia, senza tener conto che ogni singolo minuto perso corrisponde a risorse, opportunità ed energie non sfruttate, è per questo che il bel Paese viaggia fuorigiri in seconda mentre i competitor europei e non hanno, da tempo, ingranato la quinta. Vogliamo mettercelo nella zucca o no? Ed è sempre per lo stesso motivo che a non giovani non viene lasciato spazio, perchè c’è questa stramaledetta abitudine a rimandare tutto, a fare le cose “con calma”, che tanto poi, Dio vede e provvede. Ora, speriamo che per la nostra Italia, si tratti davvero di un Happy Ending, con la nascita di un vero programma di governo (ma quando lo fate?) e di un centrodestra di governo cementato da valori e non da poltrone, che abbia il coraggio di non imbarcare chiunque chieda asilo politico, anche perchè dei Mastella e dei Follini ne abbiamo piene le tasche. Si abbia, invece, la forza di dare spazio ai giovani, in che modo? Presto ne sentirete parlare…</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>5 febbraio 2008</p>
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		<title>L’Italia si libera di Prodi e comunisti. Un Tricolore su ogni balcone per festeggiare!</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 20:05:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/prodi_pensiero_s1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-258" title="prodi_pensiero_s1" src="http://www.nardone.org/wp-content/uploads/2010/01/prodi_pensiero_s1-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Mai come oggi è il caso di festeggiare. Infatti, dopo venti interminabili mesi, alle 20.35 di oggi la pericolante compagine di Prodi è compagni è finalmente capitolata. Eravamo tutti incollati al televisore in attesa che Marini pronunciasse l’esito della votazione in Senato, attenti e coinvolti come davanti all’ultimo rigore calciato da Grosso nella finale contro la Francia. L’annuncio del Presidente del Senato è risuonato nelle nostre case come l’apoteosi di una giornata in cui l’Italia intera (o quasi) ha trepidato nell’attesa di essere liberata dal governo più dannoso e sconquassato della storia repubblicana con alla testa un Prodi che, fino all’ultimo istante, ha tentato di risollevare le sorti in suo favore attaccandosi alla voracità di personaggi come Cosumano ed alla proverbiale mistificazione della realtà della sinistra. Ma stavolta, vivaddio, gli è andata male e noi possiamo finalmente gioire del fatto di esserci liberati da questo branco di arraffoni che, in nemmeno due anni, ha fatto più danni di uno tsunami. Non è mia intenzione fare per l’ennesima volta l’elenco delle porcherie messe in atto da Mortadella e soci, questa sera voglio invece lanciare un’iniziativa per dimostrare all’opinione pubblica che la stragrande maggioranza degl’italiani sta vivendo la caduta del prode Romano come una vera e propria liberazione, per il Paese intero.  Cogliamo quest’occasione per esporre, con grande orgoglio, il Tricolore ai nostri balconi, dimostrando che il nostro è un Popolo che crede profondamente nella propria Patria, un Popolo dinnanzi al quale, da stasera, si apre un futuro di speranza e di libertà.</p>
<p>Alessandro Nardone</p>
<p>24 gennaio 2008</p>
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