Rifondazione diventa “anchista” e perde la faccia

Walter, sempre lui, ha fatto breccia anche tra i “duri e puri” (a parole) di Rifondazione comunista, comunisti italiani e cespugli vari… come? Con l’anchismo! Sì, perchè nonostante i vari diktat e la manifestazione di Roma, sul pacchetto-Welfare il partito di Bertinotti ha annunciato che voterà la fiducia al governo ma… anche che vuole una verifica di maggioranza. In un anno e mezzo ne abbiamo sentite di tutti i colori, minacce di crisi, minacce di uscire dalla maggioranza, minacce di non votare la fiducia ma poi, quando dalle parole di doveva passare ai fatti.. nisba, niente, nada de nada, guai a mollare la poltrona. Ora tenterò di fare un breve excursus in materia di “anchismo”, ma sicuramente non sarò in grado di ricordare tutti i precedenti, sono talmente tanti! Partiamo dai comunisti, che erano contrari – tanto per dirne una – all’allargamento della Base Nato di Vicenza… ma anche a votare contro il governo. Soffermiamoci su Clemente Mastella, accusato di ogni nefandezza dal collega Di Pietro, affermò che la permanenza nella maggioranza di quest’ultimo non era più compatibile con la sua… ma anche che dal governo non se ne sarebbe più andato. Vogliamo parlare di Tex Willer Bordon? Che dalle colonne di Libero (!!!) annunciò le sue dimissioni dal Senato dopo il voto alla Finanziaria, disse che il governo era finito… ma anche che non si sarebbe più dimesso. Poi c’è il Rospo, Lamberto Dini, anch’esso nelle dichiarazioni di voto sulla Finanziaria dichiarò che il governo Prodi doveva andare a casa… ma anche che avrebbe votato la Finanziaria. Che dire, poi, della pasionaria di “soccorso rosso”, Franca Rame, anche lei dichiarò che avrebbe lasciato il Senato dopo la Finanziaria, schifata dal fatto che i suoi ex colleghi dell’IDV avevano votato alcuni emendamenti con i “fascisti” della CDL… ma anche che la poltrona no, non l’avrebbe più mollata. Ora, ce ne sarebbero mille altri di esempi, certo è che al giochino delle “mani libere”, dell’opposizione interna, ormai non ci crede più nessuno. A mio parere, quando arriverà il momento di tornare alle urne, molti elettori che hanno votato questi personaggi – sempre citando il Veltroni Made in Crozza – pacatamente, serenamente, li manderanno a casa.

Alessandro Nardone

27 novembre 2007

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