BORGOVICO, RACCOLTE 400 FIRME

Dopo via Pino, via Borgovico. Ma la musica non cambia: in città, ad esasperare i residenti c’è sempre di mezzo una moschea. Questa volta – a 16 giorni dalla prevista chiusura del locale islamico di Camerlata – la protesta scoppia nel palazzo, ma più in generale in tutto il quartiere, dove ha sede il nuovo circolo culturale musulmano. Un insediamento contro cui Alessandro Nardone, consigliere comunale di An, ha raccolto poco meno di 400 firme per evitare una ‘via Pino-bis’. Per capire lo stato d’animo degli inquilini di via Borgovico, non c’è nulla di più significativo dell’ultimo verbale dell’assemblea di condominio, datato 11 novembre 2005, che rivela una realtà nascosta e inquietante. Nella sede dell’amministratore di condominio sono convenuti 8 condomini su 15, la maggioranza necessaria perché l’incontro avesse valore legale. In apertura di seduta, è stato proprio l’amministratore a richiamare la circolare del 28 settembre 2005 con cui il proprietario dei locali affittati agli islamici garantiva che gli stessi «non venivano utilizzati come moschea». Subito, però, il verbale chiarisce che «i condomini evidenziano che tale comunicazione non rispecchia la realtà, in quanto diversi fatti contraddicono la dichiarazione». Ecco quei fatti uno per uno. «È stato visto ed appurato – si legge nel verbale – che un nutrito numero di persone (circa 100) domenica 30 ottobre erano presenti in detti locali». Inoltre, «diverse persone si sono recate in detta sede con tappeti che si presumono oggetti per il culto, chi piegati in quattro, chi appoggiati sulle spalle». «Svariate paia di scarpe poste nelle vicinanze dell’entrata», hanno fatto aumentare i dubbi. Poi, «alcune sere, dalle 20.30 alle 22, sono stati uditi canti simili a litanie e/o preghiere», come peraltro si registra anche in settimana «dalle 6 alle 9 e nelle prime ore del pomeriggio». Dopo aver ribadito «la presenza numerosa anche di sabato e domenica pomeriggio», il verbale rivela che «numerose donne e bambine velate» frequentano la presunta associazione. Non mancano «mozziconi e semi di datteri» per terra. «Non si comprende – aggiungono i condomini – come possa essere stata autorizzata una destinazione simile con un solo servizio igienico». Ma soprattutto «alcuni condomini confermano che in un’occasione hanno avuto modo di constatare passando davanti alle vetrine, uomini inginocchiati in preghiera caratteristica musulmana, con cuffiette bianche in testa». Infine a verbale sono state messe «le preoccupazioni» e «la mancata tranquillità e sicurezza» espresse dai residenti. Inoltre si citano le due denunce già fatte ai carabinieri datate 31 ottobre e 1° novembre, per il riscontro delle «persone in preghiera» e «inginocchiate». Il consigliere di An, Alessandro Nardone, ha portato per primo il caso di via Borgovico in Comune e ieri ha chiuso la raccolta firme in maniera trionfale. «Hanno firmato quasi in 400 – dice – È la cartina di tornasole dell’enorme malcontento del quartiere a fronte del lassismo di Palazzo Cernezzi». Nardone poi stigmatizza «la severità dell’amministrazione nel punire i comaschi per una virgola fuori posto, mentre in città si tollerano moschee abusive nuove e vecchie. Ora mi attendo da sindaco, questore e prefetto una presa d’atto del malcontento del quartiere espresso dalle 400 firme, e un pronto intervento a tutela dei residenti per ristabilire la legalità».

di Emanuele Caso

Fonte: Corriere di Como del 20 novembre 2005

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